Ricerca

17 dicembre 2018Silvia Pagliuca

Ingegneria, nasce il tool che legge il vetro delle facciate

Bolzano, alla terza edizione di «Face» tredici professionisti da sette diverse nazioni. Vince il Project Work di Marco Benedetti

È stato quello di Marco Benedetti, ingegnere strutturale della Maffeis Engineering, il Project Work più apprezzato dal pubblico e dalla giuria di Face 3, la terza edizione del corso di Façades architecture construction engineering coordinato da IDM Alto Adige con Eurac Research e Università di Innsbruck, con le aziende altoatesine Frener&Reifer e glassAdvisor e le tirolesi Bartenbach e Hella.

 

Benedetti si è distinto per aver presentato un tool che consente di effettuare l’analisi statica del vetro nell’involucro. «L’immaginazione degli architetti a fini estetici sta portando il mondo delle costruzioni verso forme sempre più complesse, non solo dal punto di vista della struttura ma anche dell'involucro edilizio, come dimostrato da molte facciate in vetro. E per un progettista, se non dispone di strumenti adeguati, capire qual è la condizione peggiore al fine del dimensionamento risulta spesso difficile. Per questo ho sviluppato un tool ad hoc» – spiega Benedetti. Lo strumento è tutt’ora in fase di implementazione con l’obiettivo di renderlo sempre più efficace per l'ottimizzazione sia geometrica che strutturale, così da garantire i minimi requisiti statici, riducendo i costi per l'azienda costruttrice della facciata. Un’intuizione che Benedetti ha sviluppato proprio grazie al corso: «Partecipare a Face 3 è stata un’esperienza straordinaria. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con professionisti di tutto il mondo e di accrescere la mia competenza nel settore. Un percorso che consiglio a tutti per la sua completezza ed efficacia» - rileva Benedetti che a seguito della vittoria avrà la possibilità di partecipare alla conferenza internazionale «The future envelope 12» che si terrà il prossimo 20 e 21 maggio al NOI Techpark di Bolzano. 

Molte delle lezioni si sono svolte al NOI Techpark

Il parco tecnologico della provincia altoatesina, infatti, ha fatto da cornice a molte delle lezioni seguite dai partecipanti di Face 3, questo perché l’Alto Adige vanta un ecosistema molto forte in fatto di facciate. «Ci sono aziende che hanno firmato alcuni dei progetti più avanzati e innovativi del mondo, centri di ricerca di primo livello come l’Eurac, subfornitori specializzati e talenti di altissimo livello che, anche grazie a Face, possono accrescere la propria formazione in un centro di eccellenza nell’arco alpino, riportando le competenze acquisite direttamente nelle aziende» - chiarisce Carlo Battisti, direttore del corso e consulente dell’Ecosystem Construction di IDM, ricordando che Face fa parte di Facecamp, progetto finanziato dall’Unione Europea per rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra imprese e centri di ricerca nel settore dei sistemi di facciata avanzati per la realizzazione di edifici confortevoli ed energeticamente efficienti. Quello delle facciate, infatti, è un comparto in rapido mutamento che per tanto richiede un aggiornamento costante. 

Hanno partecipato 16 professionisti da sette nazioni diverse

«Dopo una prima edizione locale e una seconda nazionale, la terza edizione ha superato i confini italiani e ha visto la partecipazione di 16 professionisti, tra architetti e ingegneri, arrivati da sette diverse nazioni per approfondire lo studio dei sistemi avanzati di facciate. L’approccio è stato multidisciplinare ed esperienziale, caratterizzato da un forte orientamento alla pratica e dall’approfondimento dei principali temi del settore, dall’ideazione alla progettazione, dal calcolo alla produzione, passando per istallazione e manutenzione» - sottolinea il prof. Angelo Lucchini del Politecnico di Milano che ha tenuto alcuni moduli formativi durante il corso. Oltre alle lezioni in aula, infatti, gli studenti di Face hanno partecipato a una study visit a Milano durante la quale hanno avuto modo di toccare con mano alcune delle facciate più evolute e moderne. «Milano è la città che meglio rappresenta in Italia l’evoluzione del mondo delle facciate. Si pensi, ad esempio, al Bosco Verticale e a come esso rappresenti la nuova tendenza delle residential tower: l’edilizia residenziale guarda sempre più verso l’alto, con edifici dal cuore green o che ambiscono alla massima trasparenza con sistemi di vetrate complesse e affascinanti» - ricorda Paolo Rigone, Direttore Tecnico di UNICMI, anche lui tra gli esperti di Face 3. «Il corso – continua Rigone – ha approfondito tutti i nuovi trend del settore, dando una straordinaria opportunità formativa ai partecipanti. Si è parlato di Bim e di progettazione tridimensionale, di risparmio energetico e di certificazioni internazionali, di involucri leggeri e vetrati, di riqualificazione del sistema edilizio esistente, di geometrie complesse, facciate curve e mercati globali. Di tutte le sfide, dunque, che architetti, tecnici, ingegneri, designer si troveranno davanti da qui ai prossimi anni». 

120 ore in aula, più il Project Work, per sei mesi, tra Bolzano, Milano e Innsbruck

E le tematiche approfondite durante il corso sono state oggetto dei project work che i partecipanti hanno sottoposto alla valutazione di una giuria scientifica che ha decretato il progetto migliore. Le votazioni sono avvenute tenendo conto dell’impegno mostrato dallo studente durante tutto il corso e della qualità del progetto finale, con particolare attenzione all’innovazione dell’idea, alla solidità tecnica, all’efficacia nel risolvere il problema/opportunità e alle potenzialità sul mercato. I ragazzi hanno lavorato al progetto da aprile a novembre, facendosi seguire da un tutor e in alcuni casi collaborando con delle aziende, sottoponendo il proprio lavoro a un controrelatore, presentandolo infine pubblicamente con un pitch del quale è stata valutata anche la chiarezza espositiva. «Gli studenti hanno lavorato duramente: 120 ore in aula più il lavoro in remoto sul Project Work, per sei mesi, tra Bolzano, Milano e Innsbruck. È stato un percorso di crescita per tutti: per i singoli professionisti, per le aziende e per il sistema della ricerca. Una grande opportunità che confidiamo si ripeterà anche l’anno prossimo con l’intenzione di essere sempre più pronti a rispondere alle esigenze di un settore in profondo cambiamento, affinché professionisti creativi, competenti e capaci di innovare possano competere sempre meglio a livello globale» - conclude Battisti.

 

Scheda

Face 3 è la terza edizione di Face. Al corso hanno partecipato 16 professionisti tra architetti e ingegneri provenienti da Italia, Austria, Svezia, Spagna, Danimarca, Slovenia e Giordania. In particolare, si è trattato di: Jernej Markelj, Angelo Figliola, Audrius Lukosius, Alessandro Massarotto, Zuzana Prochazkova, Reinhard Trojer, Federico Dal Cin, Giulia Santoro, Aya Alayan, Matteo Giovanardi, Ornella Ferlito, Michele Realis Luc, Paolo Bonato, Giovanni Toniato, Jaap Aanhaanen e Marco Benedetti, il cui project work intitolato “One single model: structural glazing analysis for complex shape structures” è stato giudicato il migliore dalla giuria scientifica. Il corso si è svolto interamente in lingua inglese e si è rivolto ad aziende, architetti, ingegneri, progettisti, centri di ricerca. Face 3 è un’iniziativa che fa parte di Facecamp, progetto finanziato dall’Unione europea per la cooperazione transfrontaliera Italia-Austria nel settore dei sistemi di facciata avanzatie rappresenta un ulteriore sviluppo del gruppo di lavoro sulle facciate nato nel 2012 da un’intuizione di Carlo Battisti e coordinato da IDM Alto Adige. Il gruppo fa parte anche dello European Façade Network (efn) – l’accordo tra i partner è stato firmatodue settimane fa a Lucerna - che comprende università e centri di ricerca nel settore facciate a Delft, Bristol, Darmstadt, Lucerna, Lisbona, Detmold, Odense e San Sebastian.