Imprese

30 agosto 2018Silvia Pagliuca

Una casa in legno per proteggere l'ambiente (e vivere meglio)

Dai masi alle abitazioni del futuro: l'esperienza di Holzius, l'azienda che declina il know-how artigiano in industria sostenibile

Per innovare, a volte, non serve inventare nulla di nuovo, basta recuperare un’antica tradizione e adattarla ai tempi moderni. Herbert Niederfriniger, con la sua Holzius, l’ha fatto: «Mi sono lasciato ispirare da ciò che avevo intorno a me da sempre: la natura. Ne ho assorbito l’energia e l’ho resa forza motrice di nuove creazioni». A muoverlo una motivazione forte: costruire una casa per la sua famiglia. Ma non una casa come tutte le altre. Lui la voleva completamente naturale, fatta solo di legno, senza colla né chiodi. Come gli antichi masi che riposano sulle pendici della Val Venosta, lì dove Niederfriniger è cresciuto, tuffandosi nelle foreste di abeti e larici con il papà contadino, prima, e da solo, in quanto falegname e guardia forestale di Prato allo Stelvio, poi. «Sono cresciuto con gli alberi. Ho imparato a riconoscerne le caratteristiche, ad apprezzarne le proprietà. E ho capito come trasformare gli svantaggi in vantaggi mettendo sempre al primo posto una parola semplice: il benessere» racconta Niederfriniger che non trovando sul mercato nessuna casa con le caratteristiche che stava cercando, decise di costruirsene una da solo. Era il 2005 e Holzius stava per nascere. 

Un sistema brevettato basato sull’incastro di tasselli di legno a coda di rondine

Al suo fianco, l’amico falegname e tecnico del legno Armin Strickner, socio di Niederfriniger sin dagli inizi, e gli esperti del Tis — oggi l'incubatore d'imprese di IDM Alto Adige — l’incubatore per aziende altoatesino che ora compie vent’anni, una realtà che gli ha consentito di fare strada in un mondo a lui poco conosciuto come l’imprenditoria. E allora, via con gli studi, le progettazioni, i budget, gli incontri con gli investitori, fino al momento di svolta: l’ottenimento del brevetto europeo per il suo sistema. Un principio costruttivo unico basato sull’incastro di tasselli di legno con due lati sagomati a coda di rondine. Un meccanismo utilizzato in passato per costruire porte e tavoli, ma mai per creare pareti, solai o tetti di una casa. «Le travi vengono saldate naturalmente grazie a un sistema a incastro che, senza né colla né parti metalliche, garantisce l’autobloccaggio, dunque la stabilità, e al tempo stesso la naturale evoluzione del legno» spiega l’imprenditore. «Un albero – precisa - impiega molti anni per crescere in altezza. Il mio sistema rispetta questo ordine naturale e lavora il legno nella direzione originaria per far sì che le sue proprietà rimangano il più possibile intatte». Un’intuizione che piace, tanto da convincere il colosso Rubner a investire in lui. L’azienda di Niederfriniger, infatti, tutt’oggi è parte dello storico Gruppo. 

«Pensare al rispetto della natura e alla tutela delle sue preziose fonti»

Ma perché si dovrebbe scegliere una casa realizzata completamente in legno? Anzitutto, per la circolarità. Non ci sarà futuro senza risparmio delle materie prime e delle energie. Il legno usato da Holzius – legno adulto di abete rosso e bianco, di larice e cirmolo – arriva direttamente dall’arco alpino ed è prelevato solo da foreste certificate PEFC (Paneuropean Forest Certification), dunque, completamente sostenibili. Anche per le segherie, Holzius si affida solo a quelle che rispettano tali parametri. Perché la tutela dell’ambiente è un gioco di squadra. Per questo, nella sua azienda non esistono scarti. Il truciolato che avanza dalle lavorazioni viene ceduto alla centrale energetica di Prato allo Stelvio in cambio di calore. E il ciclo ricomincia. «Pensare al rispetto della natura e alla tutela delle sue preziose fonti, significa cambiare il nostro modo di agire nella quotidianità. Così, quando parliamo di emissioni, non dobbiamo pensare solo ai gas di scarico delle automobili, ma anche alla COimmessa nell’ambiente per generare materie prime come alluminio e calcestruzzo» spiega Niederfriniger ricordando che per produrre 1.000 kg di alluminio si consumano almeno 13 mila tonnellate di COe per lo stesso quantitativo di calcestruzzo, ne servono 1.540 tonnellate. Il legno? Va in negativo di 1.500 tonnellate perché la COè assorbita al suo interno, naturalmente, durante tutto il processo di crescita. E lo stesso discorso vale per i cappotti in polistirolo usati per le abitazioni: «Cosa accadrà tra cinquant’anni?» domanda provocatoriamente l’imprenditore che per questo ha deciso di usare solo fibre di legno, sughero o canapa per i rivestimenti delle sue abitazioni. Case che, esteticamente, possono essere di legno puro o ricoperte con intonaco d’argilla o di calce, materiali ancora una volta naturali, che consentono – a differenza delle più comuni vernici – di lasciare il legno libero di esprimere tutte le sue proprietà. Ad esempio, quella con cui si regola l’umidità. Aria, temperatura, umidità e elettrosmog sono i principali indicatori della salute di una casa e Holzius raggiunge i massimi valori, creando un microclima che migliora il benessere delle persone e i rapporti sociali. Il legno massiccio non trattato, infatti, ha un’ottima conducibilità termica e regola l’assorbimento e la cessione dell’umidità, evitando l’originarsi di cariche elettrostatiche. Inoltre, è in grado di mantenere il calore molto meglio di altri materiali e al tempo stesso di schermarsi dal freddo. In piena estate, ad esempio, siamo pronti a sederci più volentieri su una pietra esposta al sole o su una panchina di legno? E in inverno? In entrambe le situazioni, senza ombra di dubbio, sceglieremmo il legno. 

(foto: René Riller)

Ma non è tutto, perché il benessere è un concetto globale. E allora, ecco il cuore, che circondato dal legno, rallenta. La pressione si calma, lo stress diminuisce, calano le infiammazioni. Tutte proprietà naturali analizzate da numerose ricerche. Lo stesso profumo inebriante di cirmolo ha uno straordinario potere calmante. E che dire dell’abete rosso, il legno preferito dei liutai? O dei legni di larice e di pino, apprezzati per la loro durevolezza? O ancora dell’abete bianco, simbolo germanico della forza vitale? Ed è proprio la Germania uno dei Paesi che più sta dimostrando interesse per le case Holzius. «A Stoccarda stiamo realizzando condomini da quattro piani interamente in legno, lo stesso accade a Postdam e siamo in contatto con molti altri Comuni per realizzare asili nido e scuole elementari con la nostra metodologia» dichiara Niederfriniger ricordando che Holzius è molto attiva anche in Austria e in Alto Adige, naturalmente. Qui, in Val Venosta, sono un riferimento per l’innovazione nel campo delle costruzioni in legno e una realtà che non smette di crescere: solo negli ultimi 3 anni sono passati da 24 a 37 dipendenti, tra cui 5 esperti in bioedilizia. E le prospettive sono di ulteriore sviluppo: «Abbiamo intenzione di ampliare la nostra sede e lo stabilimento produttivo e di assumere altri esperti in calcolo, ingegneri e tecnici del legno» fa sapere Niederfriniger, ricordando che per quanto variegate potranno diventare le prospettive di Holzius, le radici rimarranno sempre ancorate in Alto Adige. «È una provincia naturalmente vocata al lavoro con il legno. Non solo il territorio è coperto da boschi per il 44% della sua superficie, con una presenza di conifere quattro volte superiore rispetto alle latifoglie, ma qui esistono case in legno massiccio che stanno in piedi da 500 anni senza alcuna protezione. E c’è un know how artigiano che non ha paragoni. Le nostre persone – assicura - conoscono perfettamente la materia prima e hanno voglia di lavorare. Questo, per un imprenditore, fa la differenza». 

Scheda

Figlio di contadini del Monte Sole in Val Venosta, Herbert Niederfriniger consegue la qualifica professionale di falegname e frequenta l’istituto per le tecnologie del legno, diventando in seguito guardia forestale. Il naturale legame con la sua terra, unito alla voglia di creare una casa in sintonia con la natura, lo convincono a osare il passo dell’imprenditoria. Oggi la sua Holzius, in cui si creano artigianalmente case in legno di alta qualità, conta 37 dipendenti e un fatturato da 5,5 milioni di euro. Ogni anno, nello stabilimento di Prato allo Stelvio, si lavorano 6 mila metri cubi di legno e si producono all’incirca 69 abitazioni con soluzioni personalizzate, rispondendo alle specifiche esigenze di ogni cliente. Combinando i singoli elementi in legno massiccio nelle forme più varie con altre strutture, infatti, è possibile soddisfare al meglio tutte le richieste. Per costruire i pannelli di ogni abitazione serve in media circa 1 settimana. Il costo delle abitazioni Holzius è circa del 10% superiore rispetto a una casa tradizionale, ma ingloba in sé i benefici in termini ambientali e di benessere personale. 

Ecologia

Il processo produttivo di Holzius è completamente autosufficiente in termini energetici perché l’azienda ha ridotto al minimo il consumo di energia. Il legno è prelevato solo da foreste gestite in modo sostenibile. Un m3 di legno di abete rosso pesa circa 500 kg, metà dei quali sono costituiti da carbonio. L’abete rosso ha assorbito per questo quasi 1 t di CO2. La casa interamente in legno è così un serbatoio di CO2 e ne abbassa il tenore in atmosfera. Il legno raccolto fa spazio nel bosco ad alberi nuovi che possono migliorare la qualità dell’aria. La quantità di anidride carbonica in meno immessa in atmosfera – anche nota come «sequestro di carbonio» – con una casa in legno di Holzius è misurabile esattamente con il sistema https://www.co2-bank.de