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2 maggio 2018Johanna Roellecke

Da Airbus alla serra autonoma, così Kerr reinventa l'elettronica

L'azienda bolzanina realizza sistemi su misura per Philips, Eurofighter e Osram. E ora sviluppa soluzioni proprie. Business globale e cuore in Alto Adige: «Qui si vive e lavora al meglio»

Microchip utilizzati su velivoli civili e militari in tutto il mondo, come l’Airbus e l’Eurofighter, sistemi elettronici che trovano applicazione nei prodotti di colossi come Philips, Osram e Cree. Sono solo alcuni dei progetti realizzati da Kerr, l’azienda bolzanina specializzata nello sviluppo di sistemi elettronici, dispositivi che rispondono a esigenze molto particolari in termini di calcolo, consumo e prestazioni e che non sono realizzabili con dei componenti standard presenti sul mercato. Parliamo di sistemi che possono trovare applicazione in tante diverse tipologie di prodotti, dalle lavatrici, ai pc, dagli aerei all’illuminazione fino alla robotica.

Applicazioni in tantissimi settori

Kerr in particolare ha sviluppato delle soluzioni per l’ambito medicale, l’automotive, l’automazione industriale e l’avionica. E questo spesso per progetti di grande prestigio, grazie alla sua collaborazione con due aziende leader a livello mondiale nel campo della microelettronica: la Faraday Technology Corporation di Taiwan e la Opulent di Singapore. Da circa due anni non solo sviluppa su commissione dei due «big» ma anche dei prodotti propri. Uno di questi è un sistema automatizzato e altamente innovativo per l’orticoltura.

«Siamo nati nel 2008 grazie a una collaborazione con la Faraday Corporation, una delle più importanti aziende a livello mondiale per le soluzioni di microelettronica – racconta Andrea Stona, Ceo di Kerr — . Mi sono laureato in fisica e da subito ho iniziato ad approfondire il mondo dei semiconduttori. Appena finito gli studi ho cercato delle aziende che mi potessero aiutare a sviluppare alcuni microchip e così sono entrato in contatto con l’azienda di Taiwan. Da lì siamo diventati la sua rappresentante non solo per l’Italia ma per tutto il sud Europa. Noi facciamo la parte dello studio di fattibilità e una parte di progettazione e la produzione poi viene svolta presso la Faraday». Ma non solo singoli microchip, Kerr si occupa anche di sistemi elettronici di prodotti finiti: «Nel  2011 —continua — abbiamo rafforzato la nostra capacità sia produttiva che progettuale acquisendo la rappresentanza anche della Opulent di Singapore che tra i propri clienti conta alcuni dei più grossi colossi del mondo dell’elettronica». Per quest’ultima l’altoatesina ha iniziato a sviluppare sistemi completi, sia per l’ambito medicale che per l’automazione industriale, e da circa due anni anche per il settore l’automotive. Un motivo per cui da poco Kerr è inglobata all’interno dell’Ecosystem Automotive di IDM Alto Adige. Ma questo non è l’unico legame con l’agenzia speciale per l’innovazione e lo sviluppo competitivo del territorio. Recentemente è stata incubata da IDM come azienda tecnologica e da marzo di quest’anno Kerr ha il proprio headquarter al NOI Techpark di Bolzano nel cuore pulsante dell’innovazione in Alto Adige.

All'interno del NOI Techpark per crescere ancora

Le applicazioni della tecnologia nei campi

«Fino a circa due anni fa lavoravamo solo su commissione, il cliente quindi veniva da noi e poi realizzavamo il progetto. Ma adesso stiamo sviluppando dei progetti nostri e anche per questo motivo recentemente siamo stati incubati all’interno del NOI Techpark come azienda tecnologica grazie ad un progetto internazionale che riguarda l’orticoltura — spiega Stona — . L’idea è quella di creare una specie di serra controllata e completamente autonoma per far crescere le piante in modo ottimale. E tutto questo grazie a un sistema che coinvolge una serie di componenti elettronici come sensori, attuatori e luci. In questa prima fase del progetto misuriamo una serie di fattori che possano incidere sulla crescita di una pianta, dalla temperatura, all’umidità e alla presenza di campi magnetici. Queste informazioni vengono raccolte da un concentratore e mandate a un server cloud». In un secondo momento, continua il bolzanino, queste informazioni serviranno per creare delle “ricette” — riguardanti l’ambiente e le condizioni in cui crescono le piante — che permetteranno di far crescere in modo automatizzato e ottimale varie tipologie di coltivazioni. Una soluzione che potrà trovare applicazione sia a livello indoor — sotto forma di piccoli armadietti — a casa o in grandi ristoranti e hotel che vogliono avere la frutta fresca tutti i giorni, oppure a livello industriale in grosse coltivazioni. A collaborare a questo progetto ambizioso e di respiro internazionale sono la Opulent di Singapore e l’EDAlab, uno spin-off della facoltà di informatica dell’Università di Verona che si occupa della parte di infrastruttura cloud. «Insieme agli esperti di IDM stiamo ora valutando quali altri partner potremmo coinvolgere —aggiunge Stona —. Per la parte di ricerca vorremmo a breve contattare l’istituto Laimburg oppure l’Eurac Research».

Anche se ancora in via di sviluppo, il progetto ha già portato i primi frutti. Solo recentemente Kerr ha ricevuto un importante riconoscimento, il «Seal of Excellence», partecipando al bando europeo «SME Instrument», un concorso dedicato alle pmi che sviluppano dei progetti altamente innovativi e di portata internazionale. Il progetto con cui ha vinto Kerr si chiama «Okularia», anch'esso applicabile all’orticoltura e collegabile a quello più grande portato avanti con la Opulent e L’EDAlab. «Si tratta di un metodo per convogliare la luce solare in piccoli tubicini di plastica all'interno di magazzini o appunto all’interno di questi armadietti per l’orticoltura in modo da utilizzare oltre alla luce elettrica anche quella solare. L’obiettivo è quello di ridurre l’utilizzo della corrente elettrica, abbassando così non solo il costo di produzione ma anche l’impatto ambientale» spiega Stona.

(foto: MediaLab)

Alto Adige «terreno fertile»

Qualità della vita e un ecosistema fortemente collaborativo fra i motivi per rimanere

Nonostante la sua forte impronta internazionale Kerr ha sempre mantenuto la propria sede in Alto Adige: «Quando siamo partiti nel 2008 ero ancora a Padova dove mi sono laureato — racconta Stona — ma l’azienda infine l’abbiamo fondata qui a Bolzano». Come mai in Alto Adige? «Un tempo la location era fondamentale per l’attività di un’azienda — conclude l’altoatesino— ma oggi con le nuove tecnologie di comunicazione risulta poco importante. Essere a Milano, piuttosto che a Roma o a Bolzano, a livello di business cambia poco, ma il livello della qualità della vita e del lavoro cambia molto». «Come realtà lavorativa conoscevo quella milanese perché vengo da lì — racconta Sara Groppi, co-fondatrice e dirigente back-office della Kerr — e devo dire che qui abbiamo trovato un ambiente decisamente più collaborativo e aperto, sia tra aziende sia con la Provincia che dà sostanziali aiuti, specialmente quando abbiamo deciso di produrre dei prodotti propri. Poi qui al NOI Techpark abbiamo tutto il sostegno che ci serve». Contento del contesto lavorativo anche lo stagista 18enne Chen Lijun. «Io sono arrivato in Kerr atraverso l’alternanza scuola - lavoro e adesso mi occupo della comunicazione wireless tra vari microchip device —racconta il giovane che studia all’istituto tecnico IISS Galilei di Bolzano —. Nel futuro vorrei continuare a lavorare nel settore informatico e penso che qui in Alto Adige potrei trovare un terreno veramente fertile. Ho già conosciuto Kerr e poi ci sono strutture come il NOI che, come ho potuto sperimentare in prima persona, in campo informatico offrono tante opportunità lavorative».

Scheda

Storia

Kerr è nata nel 2008 a Bolzano diventando da subito rappresentante europea della Faraday Technology Corporation di Taiwan, una delle più importanti aziende a livello mondiale per servizi di microelettronica, applicabili al settore l’automotive, a quello medicale, all’industria e all’avionica. Tra alcuni dei progetti più prestigiosi realizzati per la Faraday sono dei microchip che oggi volano sui velivoli Airbus, sugli EFA Eurofighter e sugli elicotteri della Agusta. Dal 2011 collabora anche con la Opulent di Singapore, l’azienda leader nella realizzazione di sistemi elettronici e applicazioni di illuminazione che fornisce alcuni dei giganti dell’elettronica come Philips, Osram, Cree e TI. Le soluzioni sviluppate insieme alla Opulent possono trovare applicazione in una vasta gamma di prodotti, dal medicale alla robotica e all’illuminazione. Nel corso degli anni l’azienda —in collaborazione con le sue due rappresentate —  ha sviluppato ben 6 brevetti nell’ambito della microelettronica e dell’illuminazione LED. Da circa due anni ha iniziato a sviluppare dei sistemi propri, tra cui anche il progetto «Okularia» — applicabile tra l’altro all’orticoltura e per il quale a fine 2017 ha ricevuto il «Seal of Excellence» nell’ambito del bando europeo «SME Instrument» —, un termometro per impieghi elettromedicali e un sistema di automazione industriale basato sul protocollo di trasmissione per l’IoT LoRa (Long Range). Da inizio marzo Kerr è incubata come azienda tecnologica all’interno del NOI Techpark grazie a un progetto internazionale nell’ambito dell’orticoltura.

Il progetto

Kerr, insieme alla Opulent di Singapore e l’EDAlab di Verona, sta sviluppando un progetto di automazione industriale che coinvolge vari sensori, attuatori e luci. Questo sistema trova un suo campo di applicazione negli armadi per l'orticoltura. Attualmente sta conducendo vari studi di fattibilità per capire meglio quali parametri sono più sensibili alla crescita delle piante. L’obiettivo è quello di creare un sistema autonomo che possa permettere una coltivazione automatizzata e ottimale per ogni tipologia di pianta. Un possibile campo di applicazione, oltre a quello industriale, è ad esempio quello alberghiero. Possibili clienti finali sono infatti dei grandi alberghi e ristoranti che nelle proprie strutture vogliono offrire della frutta e della verdura fresca e biologica tutti i giorni.