Scenari

1 ottobre 2018Stefano Voltolini

Da Google a Rockfeller Capital, i leader del futuro alla scoperta dell’Alto Adige

Il network di «Young Leaders» provenienti da tutto il mondo ha fatto tappa al NOI Techpark: «Importanti contatti per crescere ancora»

«Giovani leader» provenienti da Italia, Stati Uniti e dal resto del mondo. La «classe dirigente del futuro», composta da persone fra i 28 e i 40 anni inserite nelle realtà più importanti a livello economico, politico, tecnologico, in tutto il pianeta. Da Rockfeller Capital a Morgan Stanley, dal dipartimento di Stato americano a Paypal, passando per Google e a colossi italiani quali Enel, Generali, Unicredit, Iveco. Un network che quest’anno si è riunito nelle province di Trento e Bolzano e ha fatto tappa al NOI Techpark di Bolzano, per vedere da vicino le attività nel campo dell’innovazione che fanno riferimento al parco tecnologico dell’Alto Adige. Nella concreta speranza che dall’attività di rete possano nascere nuove collaborazioni, favorendo anche la proiezione globale di molte aziende altoatesine. Nella 34esima conferenza degli Young Leaders, organizzata dal Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti e intitolata «Identity and development: asset or obstacle?», 51 giovani promettenti hanno discusso del concetto di identità sul piano personale, economico, politico e sociale. La conferenza annuale che si svolge un anno in Italia e uno negli Usa (la scorsa edizione era a Boston) si è aperta in Trentino - Alto Adige ai nuovi partecipanti dell’associazione bilaterale selezionati tra centinaia di candidati. Sono manager, fondatori di startup di successo, esperti di progettazione internazionale e di finanza, scienziati, rappresentanti dei media e delle istituzioni nazionali e internazionali. Provengono da Italia, Stati Uniti, Cina, Colombia, Francia, Germania, Giappone, India, Israele, Libano, Macedonia, Regno Unito, Russia, Spagna, Tanzania, Tunisia e Turchia.

Una platea di tutto rispetto dunque, che al NOI Techpark è stata accolta da esperti come Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research, e Alfredo De Massis, docente della facoltà di economia dell’Unibz. Ci sono i presupposti, spiega Dennis Redmont, portavoce del Consiglio Italia-Usa, per consolidare le relazioni tra l’Alto Adige e tutte le realtà e luoghi nei quali sono inseriti i membri del Consiglio, in Europa, Stati Uniti, Asia e resto del mondo. «Per noi è una grande gioia venire in questo settore della provincia di Bolzano dove si fa innovazione e dove si vedono cose interessanti, dalla macchina che fabbrica la pizza alle realtà specialistiche nelle energie sostenibili. Siamo al NOI Techpark: qui la regione ha saputo riqualificare un’area grazie alla sua perspicacia e intelligenza. Le autorità hanno detto: venite qui, installatevi, così gli utili vengono anche alla provincia. Ci ha stupito». Redmont conosce bene l’Italia. «Io ci vivo da 30 anni e non ho mai visto un discorso di questo tipo. È un modello per il vostro Paese che dimostra che le regioni virtuose hanno un contributo da offrire. In Italia e nel resto del mondo non c’è tanta conoscenza di quello che si fa qua, anche se ci sono imprese come la Schweitzer che lavorano per imprese americane. Vogliamo anche vedere questo esempio di multilinguismo».

Il portavoce dell’associazione bilaterale crede nel rafforzamento del networking. «Nella nostra visita a Trento e Bolzano abbiamo incontrato il governatore Arno Kompatscher, che ci ha fatto un discorso apertissimo e conosce l’America. Inoltre, il rettore dell’università di Bolzano è stato a studiare in Colorado e noi abbiamo nell’associazione lo speaker della Camera del Colorado. I contatti dureranno nel tempo. Laddove sono andati i Giovani leader, sono nate prospettive. Io voglio credere ad esempio che l’addetto del governatore della California, qui presente, oppure qualcuno che fa l’avvocato d’affari a Boston porteranno nella loro regione le eccellenze che ci sono qui nella ricerca e nel turismo». Convinto dell’utilità della conferenza anche Sepp Walder, che ha organizzato la tappa al NOI per conto di IDM Alto Adige, che gestisce il parco tecnologico. «L’obiettivo del NOI è connettere il territorio con le migliori competenze internazionali, quindi favorire la nascita di nuove possibilità per il business e la ricerca in provincia di Bolzano. Siamo magari più conosciuti, a livello di Alto Adige, per il turismo o l’agroalimentare, ma le nostre attività avanzate in settori di nicchia - dalla medicina di emergenza alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, passando per la mobilità nell’ambiente alpino - sono esempi nei quali possiamo accrescere le relazioni internazionali».