Imprese

19 marzo 2018Raffaele Fabbri

Incontrarsi lì dove la natura accelera l’innovazione: gli imprenditori scelgono NOI Techpark

I giovani confindustriali di Padova, Trento e Bolzano nel nuovo parco tecnologico altoatesino. Tra laboratori, servizi avanzati e pizze sfornate da robot

Non solo un centro di eccellenza per la ricerca e un luogo di contaminazione per startup e aziende, ma anche un punto di incontro per gli industriali di tutta Italia. In questi primi mesi di vita NOI Techpark si sta ritagliando un ruolo speciale nella vita delle imprese italiane e non solo. Ultima visita, in ordine di tempo, l’8 marzo scorso quando una delegazione di imprenditori dei Gruppi Giovani delle Confindustrie di Padova, Trento e Bolzano si è data appuntamento nel primo parco tecnologico d’Europa che si ispira alla natura.

Un’occasione utile non solo a delineare insieme nuove strategie e collaborazioni ma soprattutto a conoscere da vicino gli oltre venti laboratori hi-tech presenti nel parco e le strategie con le quali IDM Alto Adige  punta alla crescita di nuove imprese innovative e alla creazione di collaborazioni tra il tessuto imprenditoriale altoatesino, i centri di ricerca e le migliori Pmi italiane.

«NOI Techpark – ha spiegato Ulrich Stofner, direttore di BLS, accogliendo gli imprenditori – rappresenta la punta più avanzata di una strategia complessiva che punta ad aumentare lo stanziamento della nostra Provincia nei capitoli ricerca e innovazione». La nuova casa dell’innovazione, che recupera una vecchia  area industriale abbandonata, ha colpito per il mix di architettura, tecnologie e laboratori dedicati alla ricerca. «Le aziende qui insediate, da Huawei a Maccaferri – spiega Hubert Hofer, direttore del reparto Development di IDM – possono usufruire di servizi e laboratori vivendo in luogo unico dove la contaminazione è all’ordine del giorno». Uno scambio continuo che viene proprio dalla coabitazione di imprese e scienziati e dalla presenza di decine di laboratori. Particolarmente interessanti quelli di Eurac Research dedicati ai test ambientali sui componenti dedicati all’edilizia che si svilupperanno entro il 2018 con l’apertura di TerraxCube, camera climatica in grado di replicare le condizioni climatiche e atmosferiche che si raggiungono fino a 9.000 metri d’altezza. «Qui a Bolzano – ha spiegato Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research – stiamo dando vita a un laboratorio unico al mondo che permetterà di ricreare le condizioni nelle quali si trovano ad operare uomini, materiali e macchinari in cima all’Everest».

A NOI Techpark, poi, ricopre un ruolo centrale la ricerca sul tema di Industry 4.0: tra gli istituti di ricerca presenti che qui hanno voluto insediarsi c’è Fraunhofer Italia, affiliato al gigante tedesco della ricerca applicata, che fa del legame fra accademia e impresa il proprio indiscusso punto di forza. «Un ricercatore fraunhoferiano  - conferma il direttore Dominik Matt – non deve soltanto essere un rigoroso scienziato, bensì pure un intelligente imprenditore dei suoi saperi. All’istituto non perdiamo mai di vista il mercato, meta del nostro lavoro».

«La visita a NOI Techpark è illuminante», commenta Luca Barbazza, giovane startupper padovano founder di Prorob, azienda innovativa che fornisce soluzioni It alle aziende venete. «In particolare l’ambito delle startup rappresenta un settore fondamentale per il trasferimento della tecnologia e qui in Alto Adige pare abbiano le idee chiare». A guidare la pattuglia padovana c’era Anna Viel, presidente dei Giovani Imprenditori di Padova, che sottolinea il valore aggiunto rappresentato dell’ecosistema che a NOI Techpark si ritrova e dialoga: «Un sistema capace di far interagire aziende, centri di ricerca, Università e tutto l’ambiente circostante». «Il mercato chiede a noi imprese prodotti e servizi sempre nuovi – è il commento di Stefania Segata, presidente dei Giovani Imprenditori di Trento -. Qui a NOI Techpark ci sono servizi, centri di ricerca e startup che possono aiutarci a rispondere alle sfide del futuro».

Tra le scoperte della visita, anche una piccola gustosa sorpresa: la macchina «Let’s pizza» con il suo inventore Claudio Torghele, ingegnere e imprenditore che ha presentato il suo robot-pizzaiolo che in meno di tre minuti sforna una pizza appena impastata con ingredienti freschissimi. L’idea è nata negli Stati Uniti, dove l’ingegnere ha trascorso diversi anni a caccia di novità. Ma per innovare ha voluto poi tornare a casa, in Trentino, e infine, per avvicinarsi a chi Industria 4.0 la fa tutti i giorni, spostarsi nuovamente, circa un anno fa, questa volta a Bolzano, usufruendo anche lui della spinta data dal NOI, «acceleratore di imprese».