Università

9 luglio 2018Enrico Albertini

Ricerca e nuovi corsi, Università di Bolzano prima fra gli atenei non statali

La classifica del Censis conferma Unibz in vetta tra le «piccole» con il punteggio medio più alto

Nuovi corsi di laurea, come quello che punta ad innovare tutta la filiera del food, insieme ad atenei internazionali e ad aziende come Barilla, Despar, Loacker. Oppure il percorso duale in ingegneria industriale e meccanica che punta a far inserire da subito gli studenti – pagati – in azienda. Imparare lavorando, mantenendosi. Tanta ricerca, in ambiti diversi. Con una particolare attenzione al riutilizzo. Dalle bucce di mele, ad esempio, antiossidanti per cibo e cosmetici. Uno studio, quest'ultimo, che ha una particolarità: coinvolge il rettore Paolo Lugli. Oppure il caffè: dagli scarti un’alternativa all’olio di palma. Ricerca, qualità dell’offerta didattica, buoni servizi: abbiamo cercato di declinare con esempi i motivi che portano l’Università di Bolzano in testa alla classifica Censis per quanto riguarda i piccoli atenei non statali.

risultati del ranking nazionale realizzato ogni anno dal Censis, premiano, anche nel 2018, Unibz, con il primo posto per gli atenei non statali con numero di studenti inferiore a 5.000. Per quanto riguarda le università non statali, Unibz è in buona compagnia. Al primo posto tra i grandi, spicca la Bocconi di Milano e, tra i medi, la Luiss di Roma. Una nota decisamente positiva arriva dal punteggio. La Libera Università di Bolzano ottiene infatti il più alto tra tutti gli atenei, statali e non, con una media di 106 punti. Le categorie prese in considerazione dal Censis per stilare la classifica delle università italiane riguardano i servizi, le strutture, le borse di studio ma anche la comunicazione e l’internazionalizzazione. Le categorie in cui l’ateneo ha conquistato i migliori piazzamenti sono l’internazionalizzazione (unica in Italia, assieme allo IUAV di Venezia, a raggiungere i 110 punti), i servizi e la comunicazione.

«La Repubblica attesta oggi, tramite i numeri del ranking del Censis, sia l’efficienza che l’apertura internazionale delle università italiane. Si tratta di due dimensioni che siamo riusciti a valorizzare e consolidare nel corso di due decenni e che, nel nostro ateneo, dovranno continuare ad essere vissute anche in futuro», afferma la presidente Unibz, Ulrike Tappeiner.  «Ci premiano i risultati nel campo dei servizi, dell’internazionalizzazione e della comunicazione e digitalizzazione. Prioritaria per me è anche la ricerca, grazie alla quale, tra le altre cose, l’università riesce a realizzare una didattica che prepara veramente gli studenti ad affrontare il mercato del lavoro», aggiunge il rettore Paolo Lugli. Nel dettaglio, Unibz raggiunge risultati degni di nota anche nelle classifiche della didattica (atenei non statali). Nelle lauree triennali di tipo economico-statistico si posiziona al terzo posto con 97,5 punti (prima, la Bocconi con 110); in quelle ingegneristiche (ingegneria civile e ambientale, ingegneria dell’informazione, ingegneria industriale), al secondo posto con 102,5: in quelle di tipo socio-politico (per la laurea triennale in Management del Turismo, dello Sport e degli Eventi, a Brunico) al secondo posto con 102 punti, dopo la Luiss; infine, nel gruppo disciplinare dell’insegnamento, Unibz è al primo posto con 103 punti. Nella didattica delle lauree magistrali, il risultato che spicca è il primo posto nel gruppo disciplinare agrario-veterinario, con 100 punti.

«Piccolo è bello», soprattutto se si continua a programmare il futuro. Va in questa direzione l’avvio della nuova facoltà di Ingegneria alla Libera Università di Bolzano, fortemente richiesta proprio dalle imprese. Un progetto che prenderà forma, a partire dal 2021, negli spazi del NOI Techpark, il parco dell’innovazione altoatesina. La Giunta provinciale ha approvato il programma planivolumetrico con le linee guida per la costruzione della nuova sede. Programma che prevede anche la realizzazione di un edificio destinato a ospitare i laboratori provinciali dell'Agenzia per l'Ambiente e del Centro di sperimentazione Laimburg. La facoltà di Ingegneria si stenderà in un’area di 19.260 metri quadrati, per un volume complessivo di 86.070 metri cubi, negli spazi del cosiddetto edificio B2, e secondo quanto stimato la sua realizzazione costerà circa 40 milioni di euro. Qui saranno ospitate aule e laboratori dedicati in particolare ai temi dell’automazione e della robotica, anche se i contenuti specifici della facoltà sono ancora in via di definizione. «L’Università sta crescendo moltissimo e la decisione di investire su una nuova facoltà di Ingegneria deriva proprio dall’ascolto dei tempi e del territorio: abbiamo bisogno di formare professionisti abili in una delle materie più importanti per il futuro economico della nostra provincia e non solo. Poterlo fare al NOI ha uno straordinario valore aggiunto perché da qui riusciamo a intercettare perfettamente tutto l’ecosistema dell’innovazione con cui i nostri studenti saranno chiamati a relazionarsi» chiude Lugli.