Innovazione

24 gennaio 2018Stefano Voltolini

Dall'eye tracking all'olfatto, i nuovi comfort per gli hotel del futuro

Tre progetti pronti a diventare realtà nati da Under Construction, il programma che ha messo insieme esperti, aziende e alberghi

Una soluzione sistemica per risolvere il problema acustico dovuto alla presenza della strada provinciale, aumentando il valore dell’offerta turistica, nel caso dell’albergo Lärchenhof di Maranza, in val Pusteria. Il miglioramento del concetto generale di benessere basato sull’attivazione dei sensi, in particolare dell’olfatto, per focalizzare la strategia di ampliamento dell’hotel Taubers Unterwirt di Velturno. Il tool di supporto rivolto a progettisti e proprietari per valorizzare il marchio Naturhotel, associato al Waldruhe di Chienes.

Tutte idee sul campo dei 12 giovani progettisti che hanno partecipato a Under Construction: il programma di IDM Alto Adige per la collaborazione virtuosa tra hotel, aziende ed esperti sul tema del comfort all’interno degli edifici, appena giunto a conclusione con la presentazione dei tre progetti al NOI Techpark. Soddisfatto Carlo Battisti, coordinatore dell’iniziativa e consulente dell’Ecosystem Construction di IDM Alto Adige, guidato da Stefano Prosseda. «Un interessante modello – afferma – di cooperazione per l’innovazione». Con ricadute concrete: «Nei prossimi tre anni gli spunti forniti dai partecipanti si tradurranno in miglioramenti concreti nella riqualificazione di questi tre hotel di eccellenza».

Le due fasi del progetto

Giunto alla sesta edizione, Under Construction ha messo assieme tre team di giovani tecnici ed esperti dell’edilizia green, tre alberghi altoatesini e sei aziende selezionate. Tutti con l’obiettivo condiviso di studiare soluzioni innovative per creare maggiore comfort per gli ospiti all’interno delle strutture alberghieri sul territorio. Inaugurato dall’architetto Usa John Boecker, guru della sostenibilità (che ha elogiato l’Alto Adige «avanguardia del green nel mondo») il programma di IDM e Eurac Research – dal 23 ottobre 2017 al 19 gennaio 2018 – è proseguito sviluppandosi in due fasi. La prima, «Innovation workshop», è consistita in moduli di formazione di alto livello su temi legati al benessere degli edifici. Nella seconda fase, «Field Workshop», i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, ciascuno assegnato a un hotel, per sviluppare uno studio di fattibilità che vada incontro alle esigenze di riqualificazione dell’hotel stesso, orientato al miglioramento del comfort, anche con approcci innovativi.

Aprirsi a nuovi impulsi

Proprio i risultati del secondo step, molto attesi, sono stati «svelati» nell’evento conclusivo al NOI, il nuovo parco tecnologico gestito da IDM per accelerare l’innovazione altoatesina. «Facciamo innovazione prima di tutto su noi stessi» esordisce durante l’incontro Prosseda, responsabile dell’Ecosystem Construction di IDM. «Questo è un luogo di discussione, qui ci sono le persone giuste per sviluppare idee veramente utili sul mercato». Elogia l’iniziativa Helmut Tauber, vicepresidente di Hgv, l’Unione albergatori dell’Alto Adige, nonché proprietario di uno dei tre alberghi che hanno aderito. «Un bellissimo esperimento che non solo riguarda queste ottime strutture, come ce ne sono tante nella nostra provincia, ma permette al sistema ricettivo locale di aprirsi a nuovi impulsi. Non ci sono solo spa e centri benessere, ma aria buona, clima particolare, tecnologia, software nuovissimi: gli operatori devono capire queste cose e aprire nuovi spazi. Grazie quindi a IDM, Eurac, ai tecnici, ai partecipanti e agli altri albergatori che hanno aperto le loro strutture. Crediamo in questa nuova collaborazione per il futuro della ricettività altoatesina».

Prima di lasciare spazio ai team, Battisti definisce la sesta edizione di Under Construction «molto focalizzata sul comfort». «Abbiamo cercato, in collaborazione con gli hotel, di creare una filiera di aziende in grado di fornire delle soluzioni per migliorare l’offerta. Solitamente - nel processo edilizio - le aziende arrivano dopo. La nostra idea invece è di farle sedere al tavolo della progettazione fin dall’inizio. Il settore costruzioni e quello dell’ospitalità valgono assieme, escludendo l’agricoltura, un terzo del Pil locale, comprendendo indotto e servizi». Le sinergie tra committente, progettisti, specialisti e aziende del settore, prosegue Battisti, permettono di sviluppare un «ciclo reiterato di miglioramento» e di ottimizzare i processi, utilizzando l’approccio della progettazione integrata. Il tutto, contando anche i tempi strettissimi in cui si muovono gli hotel per valorizzare la propria offerta. «Cerchiamo di anticipare le soluzioni ai problemi». I partecipanti, aggiunge, «hanno toccato con mano i problemi e le opportunità e non si sono tirati indietro».

Lo studio con l’eye tracking

C’è ancora un po’ di tempo per l’analisi fornita da Anna Scuttari e Ingrid Kofler del Center for Advanced Studies di Eurac Research. Se il successo per un’attività turistica si misura nel grado di soddisfazione del cliente alla fine del soggiorno (che si ha quando l’esperienza concreta equivale o supera l’aspettativa e si traduce in un buon ricordo), gli hotel devono lavorare sia nel «predominio del tangibile» che in quello «dell’intangibile» calibrando l’offerta. Lo studio sperimentale attraverso la tecnologia eye tracking (gli occhiali con videocamera applicati a una ricercatrice che ha fatto «da turista») ha permesso di evidenziare quali sono i punti su cui si concentra l’attenzione dell’ospite, in senso negativo o positivo. Dai rumori agli elementi forti del paesaggio. Infine qualche numero: nel 1990 c’erano in Alto Adige 4.885 alberghi per 149.705 posti letto, nel 2016 4.066 per 150.708 letti. Una diminuzione nel numero di alberghi ma a fronte di un aumento della capacità totale.

Tutte le declinazioni del comfort

Francesca Becchetti, Costanza Fausone, Angelo Figliola, Alesso Maffeo si sono impegnati nel progetto «Ein Blick», «Uno sguardo», per il Lärchenhof di Maranza, in val Pusteria. I quattro giovani progettisti hanno lavorato a una soluzione sistemica per risolvere i disagi acustici legati alla presenza della strada provinciale. Il problema è stato affrontato sia dal punto di vista indoor (nelle camere) sia outdoor (sui balconi e nelle aree esterne comuni), fornendo inoltre una nuova immagine architettonica dell’albergo. La previsione di una serie di layer sovrapposti, tali da poter essere aperti e chiusi, ha permesso di intervenire sul discomfort in termini di rumori misurato all’interno delle camere. «Abbiamo proposto soluzioni per invogliare gli ospiti a vivere di più il balcone e dato visibilità all’hotel dalla strada con una serie di led» racconta Fausone.

Eleonora Gabbarini, Francesco Gangemi, Andrea Meneghelli, Giulia Peretti (riuniti nella proposta «L’essenza del benessere») si sono dedicati al Taubers Unterwirt di Velturno. Il team ha sviluppato un concetto di comfort a 360 gradi volto a «portare il benessere anche al di fuori dell’area benessere». Partendo dall’analisi di dati oggettivi e questionari, il progetto prevede interventi di miglioramento a breve e lungo termine che si inseriscono in un concetto generale di benessere basato sull’attivazione dei sensi, in particolare dell’olfatto, e sull’esistente strategia di ampliamento dei proprietari. «Ci siano concentrati sulla qualità dell’aria interna e sulle temperature» spiega Gabbarini.

Attenzione rivolta al Waldruhe di Chienes per Alessandro Bortolin, Roberta Lingua, Silvia Stéphanie Testa, Leonardo Tornambè, coinvolti nel progetto «Naturhotel: welcome to natural hospitality». I partecipanti hanno proposto uno strumento di autovalutazione alternativo alla certificazione (un nuovo marchio Naturhotel, che nasce dalla volontà di coniugare prescrizioni energetiche ad aspetti legati al benessere psicofisico degli utenti, in maggiore simbiosi con la natura). Un tool a supporto sia del team di progettazione che dell’albergatore, che suggerisce una serie di linee guida riferite a quattro macro-categorie fondamentali: comfort ambientale, materiali sostenibili, benessere psico-fisico, gestione e comunicazione sostenibili. Tra le proposte la green app per rendere il turista consapevole delle buone pratiche ambientali messe in atto dall’hotel.