Scenari

26 febbraio 2018Stefano Voltolini

Meno tasse e più sviluppo, la ricetta di Bolzano

In Alto Adige una famiglia paga 600 euro meno della media nazionale. E il mix di burocrazia snella e incentivi fa da trampolino per le imprese

Meno tasse per tutti, in Alto Adige, non è una promessa elettorale, ma una realtà. Lo dicono i numeri: Bolzano è la città in cui i cittadini o contribuenti a livello nazionale pagano meno imposte locali. Non è tutto. Se le tasse sono pur sempre «una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire a beni indispensabili, quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute» come disse l’ex ministro Tommaso Padoa Schioppa, è vero anche che in misura eccessiva rappresentano un peso per le imprese e un ostacolo allo sviluppo. E sarà un caso se con il suo mix virtuoso - fatto di imposte leggere, incentivi, burocrazia snella - la provincia di Bolzano ha registrato un Pil in crescita del 2,2% (Istat), in piena sintonia con lo sviluppo di Germania, Austria, Svizzera e lontano dallo 0,9% italiano? Ecco quindi di cosa è fatto l’amalgama vincente, quello di una terra fertile per le imprese.

Bolzano sul podio delle città meno tassate

Il primo posto al capoluogo altoatesino viene assegnato dallo studio del Servizio politiche territoriali della Uil sull’andamento delle tasse locali nel 2017. Mentre nell’ultimo anno la famiglia campione italiana, in base ai dati, ha pagato 2.066 euro di tasse locali, a Bolzano la media è stata di 1.464 euro. Un risultato dovuto anche al fatto che nel capoluogo l’amministrazione cittadina ha eliminato l’addizionale Irpef comunale. Il capoluogo, infatti, è iscritto fra i pochissimi comuni in Italia ad aver estinto il proprio debito con lo Stato.  La stessa addizionale Irpef è quasi una sconosciuta in Alto Adige. Su oltre 110 comuni, infatti, solo otto mantengono un’aliquota, peraltro bassa. 

Tornando allo studio Uil, la bassa tassazione altoatesina emerge in maniera evidente nel confronto con le grandi città italiane. A Roma, la famiglia oggetto del campione ha pagato 3.028 euro, a Torino 2.993, a Genova 2.778, a Napoli 2.684, a Milano 2.571 euro. Cifre più contenute a Oristano (1.368 euro), Gorizia (1.394) e Bolzano (1.464), città medaglia d’oro, d’argento e di bronzo in queste Olimpiadi della buona amministrazione.

Da segnalare il fatto che le imposte e tasse locali, in Italia, sono una fonte importante di entrate per gli enti pubblici. In totale i ricavi da Imu/Tasi, sui servizi municipali e indivisibili, addizionali regionali e comunali dell’Irpef, Tari per i rifiuti nel 2017 hanno toccato quota 47 miliardi di euro. Sono introiti diretti per le amministrazioni. Ma sgravare cittadini e imprese, come succede in Alto Adige, vuole anche dire intendere in modo innovativo la funzione e gli scopi della macchina pubblica. Ed è la direzione seguita dalla provincia di Bolzano.

Incentivi e sviluppo

Dietro i dati positivi dell’economia locale ci sono precisi interventi normativi. In altre parole, leggi che hanno introdotto contributi e agevolazioni per le imprese che innovano. In sintesi i due pilastri sono la legge provinciale n.4/1997, che prevede contributi alle imprese per gli investimenti aziendali, il know how e l’internazionalizzazione. E la legge provinciale n.14/2006, riferimento per i contributi in materia di innovazione.

Una scelta, di politica economica, che a ritroso si rivela corretta. Negli anni della crisi, fra 2007 e 2014, il Pil provinciale è cresciuto dello 0,7%, quasi quanto la Germania (0,8%), più dell’Austria (0,6%) e molto meglio della media italiana (-1,3%). Nel 2016 stando all’Istat il Prodotto interno lordo dell’Alto Adige è salito del 2,2%, staccando il Nordest italiano (+1,2%) e addirittura l’Austria, andando a inseguire la Svizzera e, al primo posto, la Germania. Se la crescita è confermata per il 2018 (+1,9% la stima dell’Ire, l’istituto di statistica della Camera di Commercio di Bolzano) la sola provincia di Bolzano nel raffronto sulla situazione in piena crisi del 2007 (report della Cgia di Mestre) ha recuperato il 12% nel rapporto Pil 2017/2007. È un dato record in Italia, basti pensare che la seconda regione che ha fatto meglio, la Lombardia, è salita dello 0,4%.

Irap sempre al minimo

Ecco quindi cosa sta alla base della performance sociale ed economica dell’Alto Adige, cerniera tra mondo italiano e tedesco e in grado di sfruttare i vantaggi della sua collocazione sia mentale che geografica. Sostegni per chi ha voglia di fare impresa e sviluppare idee innovative, sotto forma di contributi finanziari, e un’amministrazione snella capace di rispondere in tempi brevi. Il tutto unito ad un regime fiscale leggero e a una riconosciuta alta qualità della vita. Nel concreto vuol dire la conferma dell’aliquota più bassa per l’Irap (2,68% come aliquota ordinaria) anche nel 2018, com’è dal 2016. E per le nuove iniziative produttive rimane l’esenzione di 5 anni. Il minore introito dovuto alla no tax-area è stato quantificato in 320 milioni per il 2016 dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. «Soldi che restano nelle tasche dei cittadini e delle imprese» ha sottolineato. Ma in questo caso rinunciare, per il sistema pubblico, significa ottenere di più a beneficio, ancora una volta, di tutti.