Infrastrutture

30 ottobre 2018Alexander Ginestous

Nasce «Smart Mini Factory», la palestra dell'innovazione

Il laboratorio, a due passi dall’Università, punta ad accompagnare studenti e imprese nel percorso di industria 4.0

Una «piccola fabbrica intelligente», inserita nel cuore pulsante di Bolzano, a due passi dall’Università. All’interno di questo spazio, tutto quello che serve per spingere studenti e Pmi nella rete dei processi produttivi applicati al mondo dell’economia. Con queste prospettive è stata inaugurata giovedì 25 ottobre la «Smart Mini Factory», un vero e proprio laboratorio didattico a cura del gruppo di ricerca Industrial Engineering and Automation (IEA) della Facoltà di Scienze e Tecnologie, dotato delle tecnologie utili ai processi di insegnamento e nato accanto ad un altro importante spazio, il «Fab Lab» inaugurato quasi un anno fa. E se quest’ultimo è uno spazio aperto a tutti, la nuova Factory è un ambiente pensato per studenti e docenti per studiare e simulare concetti di tecnologie e metodi di produzione nel contesto dell'industria 4.0. Una vera e propria palestra dell’innovazione creata per affinare i contatti con piccole e medie imprese e trasmettere le conoscenze della ricerca direttamente nell’industria.

Tre sono i pilastri su cui si fonda la Smart Mini Factory: la ricerca applicata che si nutre della costante collaborazione con le imprese; la didattica, dato che il laboratorio è usato per effettuare simulazioni e far acquisire agli studenti esperienze pratiche nel campo dell’automazione e dell’industria 4.0; infine, l’industria, perché le aziende possono qualificare i loro collaboratori per mezzo di seminari tenuti dai ricercatori e docenti Unibz e prepararli alle sfide della rivoluzione tecnologica vissuta dalla manifattura. Sei sono i seminari offerti finora nel 2018, tre prima della fine dell’anno. Dominik Matt, direttore scientifico del progetto (che ha come responsabile Erwin Rauch), vede il laboratorio appena inaugurato come la prima «fabbrica di apprendimento digitale» dell’Alto Adige. «Il concetto che ci ha motivato fin dall’inizio è stato quello di creare un’innovativa stazione per trasferire conoscenze pratiche in un ambiente di produzione realistico dotato di tecnologie all’avanguardia che rappresentano il presente e il futuro della manifattura- afferma Matt –. La Smart Mini Factory è stato progettata con l’idea di rendere la ricerca tangibile e comprensibile sia agli studenti universitari che ai professionisti delle aziende locali e non solo». 

Paolo Lugli, rettore Unibz, delinea chiaramente il potenziale contributo della Smart Mini Factory al territorio: «Questo laboratorio rappresenta un ulteriore importante passo nel rafforzamento del contatto tra l’università e il sistema produttivo altoatesino. Da un lato, permette agli studenti di ricevere una formazione pratica sulle problematiche dei nuovi processi industriali, dall’altro fornisce alle aziende e ai suoi dipendenti l’accesso diretto ad alcune tecnologiche e sistemi produttivi di avanguardia. Questa inaugurazione è tanto più significativa in quanto coincide con la partenza, attraverso un partenariato con 12 università e centri di ricerca del Nord-est e con più di trenta aziende, del Centro di Competenza su Industria 4.0 che vede in Unibz un partner fondamentale». Soddisfatto anche il presidente altoatesino Arno Kompatscher, presente all’inaugurazione. «Vogliamo mettere a disposizione dell’Alto Adige tecnologie e cervelli per la crescita. Per far questo tra due anni vedremo nascere anche la nuova facoltà di ingegneria che sorgerà al fianco del NOI Techpark» ha dichiarato. E in questa piccola officina intelligente di via Rosmini, dietro le grandi vetrate che la compongono, le tecnologie sono sotto gli occhi di tutti: dai sistemi di realtà virtuale per creare modelli in scala, passando ai robot per le catene produttive delle grandi fabbriche e aziende, fino ad arrivare ai sistemi di presa per la movimentazione robotizzata ovvero le “mani” meccaniche che creano prodotti in ciclo al posto di migliaia di operai. E il tutto a disposizioni dei giovani studenti, futuro della città, e di una economia che mai come in questo momento ha bisogno delle nuove tecnologie.