Roadshow

24 dicembre 2017Enrico Albertini

Food, automotive, green mobility, comfort: il modello Alto Adige nel roadshow Vertical Innovation

Da Torino a Padova, passando per Franciacorta e Milano, a caccia di talenti e imprese innovative con cui collaborare. Ripercorriamo le sei tappe del 2017, anno in cui l'innovazione verticale è diventata (anche) un libro

Dalla Mole Antonelliana al museo Lamborghini, dai vigneti e lo spettacolo naturale della Franciacorta al cuore aziendale della Nice a Oderzo, dalla «casa Alto Adige» di Milano al Museo della storia della medicina a Padova. Da est a ovest del Nord Italia, la mappa geografica della Penisola è stata puntellata, durante il 2017, dal roadshow di Vertical Innovation organizzato da IDM Südtirol – Alto Adige. Sei occasioni per mettere a confronto il modello Alto Adige, e le sue eccellenze, con altri territori. Incontri con imprenditori, manager, professori universitari, talenti. Scambi di idee e opinioni, il tutto favorito dalla veste non troppo formale del roadshow: all’esposizione iniziale segue sempre un momento di confronto e di networking. Davanti, perché no, a del buon cibo e vino altoatesino: pur sempre un altro settore di eccellenza. Gli appuntamenti di Vertical sono semi gettati in un terreno fertile nel quale le persone – e la loro voglia di cambiare schemi e paradigmi – rappresentano il vero fattore di innovazione.

Mole Antonelliana e Franciacorta per parlare di cibo e tecnologia

Parlavamo prima del cibo e non a caso. Il primo appuntamento del roadshow 2017, infatti, ha avuto come tema proprio il food. E come scenario non d’ordinanza la Mole Antonelliana a Torino. Dall’alto del belvedere, le Alpi piemontesi sembravano a portata di mano. Vicino è apparso anche l’Alto Adige, protagonista del dialogo a più voci al piano terra della Mole, condotto da Claudio Vigolo di LifeGate, partner dell’evento. L’innovazione dal campo al piatto: di questo si è parlato il 21 marzo in «Food & Innovation. Tecnologie, piattaforme, prodotti: tra cibo sano e agricoltura 4.0». A partire dai masi. Sì, proprio dall’unità più antica e apparentemente più semplice dell’Alto Adige, in realtà una vera e propria filiera produttiva all’avanguardia. Grazie anche a quella tecnologia che è stata al centro della seconda tappa del roadshow. «Dai laboratori alle imprese. Modelli di trasferimento tecnologico a confronto», questo il tema dell’evento del 20 aprile nella tenuta Ca’del Bosco di Erbusco, in piena Franciacorta, che ha coinvolto anche il nuovo rettore dell’Università di Bolzano Paolo Lugli.

Mobilità «green» e comfort fra Milano e Padova

La terza tappa è stata ospitata l’11 maggio nella «casa Alto Adige» di Milano. Con un tema suggestivo, soprattutto per una metropoli in forte espansione: «Green mobility e automotive». Veicoli elettrici, emissioni da abbattere: la ricetta altotaesina per rispettare l’ambiente è stata lo spunto di riflessione iniziale per parlare a 360 gradi di mobilità. Magari intelligente, soprattutto «verde». L’Alto Adige punta ad avere una flotta di 5.000 veicoli elettrici entro il 2021. E l’energia la si può recuperare in vari modi: dalla forza dell’acqua a quella della biomassa. Ma l’efficienza energetica è fondamentale in vari campi. Come quello del comfort, tema della quarta tappa del roadshow, ospitata a inizio giugno a Padova, nel nuovo Musme, Museo della storia della medicina. Un legame strettissimo quello tra il know how sviluppato dalle aziende che puntano sulla sostenibilità ambientale delle nuove costruzioni e il benessere di chi le abita. Costruire bene, per l’uomo e la natura, coniugando edilizia sostenibile e comfort, è un valore aggiunto che in Alto Adige è di casa e sta diventando patrimonio comune di tante aziende nordestine del settore.

Automotive e industria 4.0 nelle ultime due tappe

Dopo la pausa estiva in autunno i motori del roadshow hanno ricominciato a girare. Ed è proprio il caso di dirlo, visto che nella quinta tappa si è parlato di automotive, in un «tempio» del genio motoristico italiano: il museo Lamborghini. A confronto le due motor valley italiane: quella emiliana, la più conosciuta, e quella altoatesina, in forte espansione. Per capirlo basta un numero: un’automobile su tre ha almeno un pezzo prodotto in Alto Adige. Le testimonianze di Nikolaus Tribus, vicepresidente del gruppo Automotive Excellence Südtirol che raccoglie le maggiori aziende altoatesine e di Andrea Nollo, project manager di TerraxCube, nuova camera climatica in via di costruzione nel NOI Techpark, hanno gettato le basi per una collaborazione stabile tra i due sistemi. La chiusura  - il 21 novembre – di un tour durato tutto l’anno non poteva che essere, in fondo, nel cuore di un’azienda, la Nice di Oderzo (Treviso). Con l’obiettivo di far capire come industria 4.0 non sia solo una parola accompagnata da numeri, magari molto di moda. Non è uno slogan o un elemento per payoff comunicativi di vario genere. Ma rappresenta, al contrario - come hanno testimoniato Klaus Mutschlechner ad di Intercable e Dominik Matt, direttore di Fraunhofer Italia - qualcosa di fortemente ancorato alla realtà imprenditoriale del presente e ancor di più a quella del futuro. Un’opportunità per aziende di qualsiasi dimensioni, grandi o Pmi. Un’opportunità, proprio come il roadshow targato Vertical Innovation.

Non solo roadshow: il libro e la nuova casa dell'innovazione

Ma l'innovazione verticale è diventata anche un libro. «Un prezioso esercizio di lungimiranza», lo definisce Telmo Pievani, filosofo della Biologia, concludendo la sua introduzione a«Vertical Innovation. La vera natura dell’innovazione», libro edito da Guerini Next (208 pagine, 18 euro,  ora in libreria e negli store online). Si tratta di un volume giunto in oltre 120 libreria di oltre 70 città italiane che mixa contributi scientifici e case histories aziendali che provengono dal cuore delle Alpi. Un volume scritto a più mani: all'interno, tra gli altri, accademici come Stefano Micelli e Giancarlo Corò, il rettore Paolo Lugli, i professori di Unibz Alfredo De Massis e Dominik Matt e il vicepresidente nazionale di Confindustria Stefan Pan. E il libro di Vertical è stato al centro di un appuntamento promosso da IDM il 16 novembre a Milano. «Mind the change», questo il nome della giornata alla Samsung House Of the Future in occasione del lancio dell’omonimo libro edito da Guerini firmato da Alberto Baban, Armando Cirrincione e Alberto Mattiello. Due libri - e dieci testimoni di futuro - a confronto. 


Ma il 2017 verrà ricordato anche come l'anno dell'apertura del NOI Techpark, il primo parco tecnologico ispirato alla natura, a Bolzano. La casa dell'innovazione non poteva che essere legata a Vertical, che  ha «accompagnato» il NOI verso il taglio del nastro organizzando due eventi di presentazione alla stampa, a Roma e Milano, aiutando così a far conoscere all’Italia e il mondo il nuovo parco definito «Modello per l'Italia» e ponte fra Nord e Sud Europa. Un anno intenso, il 2017. Ma la caccia alla vera natura dell’innovazione continua.