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28 agosto 2018Silvia Pagliuca

L’orto diventa hi-tech: pomodori e basilico pronti per lo spazio

Al NOI Techpark il sistema di simulazione ambientale «Microcosmo» del gruppo Fos, in collaborazione con Enea e Unibz

E se l’orto diventasse spaziale? L’ultima frontiera di pomodori, basilico & co è rappresentata dal “Microcosmo per l’allevamento di piante sotto condizionamento biotico e abiotico”, un sistema di simulazione ambientale molto evoluto brevettato dal Gruppo Fos con la collaborazione di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, negli spazi del NOI Techpark di Bolzano, lì dove crescono idee, startup e, in questo caso, piante molto speciali.

Fos, azienda fondata nel 1999 e specializzata nel settore dell’Information and Communication Technology, dal 2016 ha aperto un proprio laboratorio nell’incubatore d’imprese altoatesino Idm. Qui ha sviluppato la nuova, ambiziosa, tecnologia che consente di coltivare piante alimentari in condizioni controllate, assicurandone la crescita finanche nello spazio. Tutto avviene per merito di un simulatore di campo hi-tech, unico nel suo genere in Italia, che attraverso un’architettura "a doppio stadio" consente la coltivazione di piante in ambienti normalmente non votati all’agricoltura, come aeroporti, metropolitane e centri commerciali, o in ambienti estremi come i poli, i deserti e nell’ambito di missioni spaziali.

«È l’ultima frontiera della smart agriculture – chiarisce il local manager di Fos, Giovanni Giannotta – Il nostro sistema è diverso da una comune serra perché si basa su due camere comunicanti e interdipendenti tra loro: una ipogea dedicata all’allevamento delle radici delle piante e all’insieme degli organismi che vivono nel suo substrato e una epigea, dedicata alle parti aeree delle piante e alla filosfera». Le due camere comunicano attraverso gli scambi gassosi che passano per il terreno, la composta o la torba, proprio come avviene in natura, e concretamente si presentano come un contenitore trasparente in cui si possono coltivare sia piante legnose, come alberi da frutto (ad esempio, alberi di ulivo), sia erbacee, come piante di basilico, pomodoro, lattuga e patata. Una rete di sensori ne controlla i parametri ambientali come temperatura e umidità e con un sistema di illuminazione di precisione a Led ne indirizza la crescita. La luce, infatti, consente un aumento della crescita della pianta fino al 30%. Per questo, sono stati effettuati diversi esperimenti per verificare l’efficacia del microcosmo abbinato all’illuminazione di precisione. Con Enea, in particolare, sono state seminate e allevate per un certo periodo di tempo piante di basilico, sia in vasetto in laboratorio (ambiente tipicamente inospitale per le piante) sia in un microcosmo, illuminate in parte con luce bianca e in parte con luce di precisione a Led, di colore blu e rosso. Dopo un mese, le piante allevate con quest’ultimo sistema hanno sviluppato una biomassa decine di volte superiore alle altre, con maggiore clorofilla, arrivando finanche a riprodursi.

«Se pensiamo che il simulatore può avere le dimensioni per ospitare sia piante erbacee che legnose, come piccoli alberi, e che può essere trasportato in zone solitamente inadeguate alla coltivazione, capiamo quante e quali possano essere le applicazioni pratiche, sia in ambito scientifico che pubblico» evidenzia Giannotta. Insomma, altro che fantascienza. Il microcosmo può avere ricadute molto concrete e locali visto che l’Alto Adige è un territorio naturalmente votato all’agricoltura, a partire dall’agricoltura biologica, in particolare per la lotta ai parassiti. Gli esperti del FOS, infatti, stanno già studiando proprio all’interno del NOI Techpark nuove tecnologie per simulare e gestire attacchi parassitari all’interno del microcosmo per l’agricoltura biologica. E con la Libera Università di Bolzano stanno sviluppando un’innovativa tecnologia per l’agricoltura di precisione, nell’ambito del progetto “Apfel”, co-finanziato dalla Provincia di Bolzano. Il progetto consente di utilizzare un sistema di monitoraggio fitopatologico esteso e per la localizzazione preventiva di attacchi parassitari: attraverso lo sviluppo di tecnologie hardware e software dedicate si potrà lottare contro i parassiti e controllare la salute delle coltivazioni in modo automatizzato, molto più preciso ed efficace.  Dunque, via zappa e rastrello, nel futuro l’orto diventa hi-tech.