Smart mobility

12 ottobre 2018Silvia Pagliuca

Merano come Stoccolma, arriva il minibus elettrico senza autista

Un progetto che coinvolge Svizzera e Italia. L'obiettivo è quello di creare una mobilità sempre più efficiente e green

L’innovazione è di casa in Alto Adige e la mobilità pubblica non fa eccezione. Tra qualche mese, sarà possibile salire a bordo di un minibus elettrico senza guidatore per girare tra Merano e dintorni sperimentando il modello della «mobility as a service». Cosa significa? Che il servizio di trasporto pubblico del futuro potrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo conosciuto fino a oggi, diventando più sostenibile e flessibile, quasi come un taxi green a chiamata. Il minishuttle a guida autonoma, infatti, fa parte di un ampio progetto, denominato Mentor che sarà declinato per la prima volta in assoluto in piccoli centri alpini e sarà implementato in due laboratori a cielo aperto: a Merano, per la parte italiana, e a Brig-Glis, un piccolo centro di frontiera nel Canton Vallese, per la parte svizzera. Nelle due città verranno proposti servizi integrativi di mobilità: dal bike sharing elettrico (almeno 100 bici spunteranno in posizioni strategiche tra Merano e i comuni limitrofi) al car pooling, oltre, ovviamente, al bus navetta senza conducente che effettuerà fermate a chiamata. Il tutto, con il supporto di una comunicazione che viaggerà via app sugli smartphone e a bordo dei mezzi pubblici con apposita segnaletica su pannelli dedicati. Ogni passeggero potrà così essere informato sui dati di viaggio in tempo reale. «Forme di mobilità alternativa sono sempre state sperimentate nelle grandi metropoli, con questo progetto, invece, sono le aree alpine, rurali, a bassa densità abitativa, con alti picchi turistici stagionali, a diventare protagoniste» dichiara Roberto Cavaliere, dell’Ecosystem ICT & Automation di IDM ricordando che i servizi integrativi di mobilità andranno a creare una reale alternativa per gli spostamenti, coprendo in particolare il primo e l’ultimo miglio dei percorsi. «Per il futuro vogliamo una mobilità più sostenibile e integrata che renda più vivibili le grandi città ma anche i piccoli centri dove spesso si è costretti a prendere l’auto perché i bus fanno poche fermate e viaggiano a cadenza ridotta. Con il progetto Mentor, invece, uniamo più tasselli a uno stesso puzzle per arrivare a creare una mobilità più efficiente e green» evidenzia Cavaliare.

Per riuscirci, l’Alto Adige ha deciso di ispirarsi alle buone pratiche realizzate in altre parti del mondo – da Parigi a Las Vegas passando per Stoccolma – dimostrando ancora una volta lungimiranza e visione internazionale. In particolare, per Merano è stata presa a modella Sion, nel Canton Vallese, cittadina in cui già dall’estate del 2016 è operativo il progetto pilota «SmartShuttle» che vede transitare due autobus a guida autonoma, con corsa gratuita effettuata da AutoPostale. Nella città di Sissi sarà introdotto un sistema molto simile, adattandolo, ovviamente, alle specifiche esigenze del territorio. «Al momento gli shuttle autonomi non sono in grado di circolare su strade non mappate. Per questo, andremo istallare dei radar e dei sistemi GPS ad alta precisione (GNSS reference station). Con il Lidar (una tecnica di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, ndr), inoltre, scannerizzeremo tutto ciò che circonda lo shuttle, così che il veicolo possa avere sempre contezza di cosa accade intorno, reagendo di conseguenza» illustra Markus Windegger, responsabile dell’area IT della società di trasporto pubblico SASA. Trattandosi di un’assoluta novità (qualcosa di simile era stato fatto in precedenza solo a Oristano, in Sardegna), è necessario attuare una serie di adempimenti normativi e burocratici. L’obiettivo è ottenere le autorizzazioni necessarie il prima possibile per partire con la sperimentazione entro la fine del 2018. Il progetto di durata triennale, infatti, si concluderà a novembre 2021. Nella fase sperimentale sarà introdotto un unico shuttle da 11 posti, a cui poi potrebbero aggiungersene altri a seconda dei risultati rilevati.

Complessivamente, il progetto Mentor, realizzato in collaborazione con IDM Südtirol - Alto Adige, SASA, il Comune di di Brig-Glis e Postauto, verrà finanziato con un fondo di 1.164.102 euro del programma Interreg Italia/Svizzera (finanziamento al 100%) e di 320.000 franchi svizzeri per i provvedimenti che verranno attuati in territorio elvetico (finanziamento al 50%).