Scenari

27 giugno 2018Silvia Pagliuca

NOI Techpark, quaranta milioni per la nuova ingegneria

Parte il progetto per far nascere la facoltà Unibz nel parco tecnologico e mettere così in rete talenti e aziende

Si respira grande fermento in Alto Adige: le imprese sono a caccia di talenti, il sistema della ricerca e dell’innovazione punta dritto al futuro e il mondo accademico investe sempre di più in una formazione di qualità, direttamente connessa con il tessuto imprenditoriale locale. Va in questa direzione l’avvio della nuova facoltà di Ingegneria alla Libera Università di Bolzano, fortemente richiesta proprio dalle imprese. Un progetto che prenderà forma, a partire dal 2021, negli spazi del NOI Techpark, il parco dell’innovazione altoatesina. La Giunta provinciale ha approvato il programma planivolumetrico con le linee guida per la costruzione della nuova sede. Programma che prevede anche la realizzazione di un edificio destinato a ospitare i laboratori provinciali dell'Agenzia per l'Ambiente e del Centro di sperimentazione Laimburg. La facoltà di Ingegneria si stenderà in un’area di 19.260 metri quadrati, per un volume complessivo di 86.070 metri cubi, negli spazi del cosiddetto edificio B2, e secondo quanto stimato la sua realizzazione costerà circa 40 milioni di euro. Qui saranno ospitate aule e laboratori dedicati in particolare ai temi dell’automazione e della robotica, anche se i contenuti specifici della facoltà sono ancora in via di definizione. «L’Università sta crescendo moltissimo e la decisione di investire su una nuova facoltà di Ingegneria deriva proprio dall’ascolto dei tempi e del territorio: abbiamo bisogno di formare professionisti abili in una delle materie più importanti per il futuro economico della nostra provincia e non solo. Poterlo fare al NOI ha uno straordinario valore aggiunto perché da qui riusciamo a intercettare perfettamente tutto l’ecosistema dell’innovazione con cui i nostri studenti saranno chiamati a relazionarsi» commenta il rettore della Libera Università di Bolzano, Paolo Lugli.

Già oggi l’Ateneo offre corsi di laurea triennali dedicati all’Ingegneria industriale meccanica, con indirizzo meccanico, energetico e logistico. A questi seguono la laurea magistrale in Ingegneria energetica in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento e la laurea professionalizzante in Ingegneria del Legno di recentissima costituzione che fornisce le competenze interdisciplinari indispensabili per lavorare nel settore della produzione e della trasformazione del legno, parte fondamentale dell’economia altoatesina. E come previsto dal format delle lauree professionalizzanti, uno dei tre anni di corso è interamente svolto in azienda. Anche per questo, l’Università ha siglato accordi con il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, con il Collegio dei Periti Industriali della provincia Autonoma di Bolzano e ha sottoscritto una lettera di partenariato con le aziende associate ad Assoimprenditori. Inoltre, sono disponibili anche i master di secondo livello in: Building, Energy and Environment, realizzato con l’Agenzia CasaClima e finalizzato al perfezionamento delle competenze di ingegneri e architetti su efficienza energetica e qualità ambientale degli edifici, e in Gestione sostenibile del Rischio idro-geologico in Ambienti montani, organizzato in collaborazione con il Maccaferri Innovation Center (MIC) di Bolzano per la formazione avanzata di figure professionali in grado di agire a vari livelli e con competenze interdisciplinari rispetto al tema del dissesto idrogeologico.

Ma non è tutto. «Abbiamo deciso di investire anche sul percorso duale per l’automazione, un canale formativo molto innovativo per l’Italia, che consente alle imprese di accrescere le competenze dei propri dipendenti, affiancando il lavoro allo studio»  sottolinea il rettore ricordando che in progetto vede in prima linea il network Automotive Excellence Südtirol, con i principali fornitori dell'industria automobilistica internazionale come Alupress, Autotest, Autotest Motorsport, GKN Driveline, GKN Sinter Metals e Intercable, tutti con sede in Alto Adige. Un’auto su tre al mondo, infatti, quando lascia le catene di montaggio delle case automobilistiche, è equipaggiata con tecnologia made in Alto Adige e per mantenere un simile primato in un settore tanto competitivo e performante sono richiesti talenti sempre più all’avanguardia. Talenti che proprio l’Università contribuirà a formare alimentando così un settore che già oggi conta 2.500 dipendenti con 600 milioni di euro di fatturato e vale oltre 80% di export provinciale.

E mentre per tali corsi sono già aperte le iscrizioni, si riflette sul futuro e sui nuovi possibili filoni accademici da attivare, con attenzione a elettronica, robotica, Intelligenza Artificiale, deep learning, Internet of Things, sensoristica e tutto ciò che più potrà consentire all’ateneo bolzanino di rispondere al meglio alle esigenze formative e occupazionali contemporanee. Processo, questo, reso ancora più efficace dal rapporto con il parco tecnologico, come ricordato anche dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher: «Grazie all’insediamento della facoltà di Ingegneria sull’areale del NOI, quest’ultimo si trasformerà sempre più in un vero e proprio campus della ricerca dove imprese, studenti e docenti potranno portare avanti la propria attività in un ecosistema fertile di contaminazioni reciproche». Con la facoltà di Ingegneria, infatti, arriveranno anche i laboratori di Appa e Centro Laimburg, previsti nel cosiddetto blocco B3: occuperanno una superficie di 5.766 metri quadrati e una volumetria di 44.954 metri cubi per un costo di realizzazione di circa 25 milioni di euro. «La realizzazione sull'areale del NOI di un polo di alta formazione concentrato sui temi strategici di specializzazione del Techpark rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un Alto Adige capace di calamitare di talenti e di trasformarsi in un centro di ricerca riconosciuto anche oltre i confini nazionali» conclude Kompatscher.