Innovazione

13 dicembre 2018Enrico Albertini

Uomo e tecnologia, il binomio che scala le vette

Al Museo dello Scarpone ultima tappa del roadshow Vertical. Il forte legame fra terraXcube e il distretto dello sportsystem. E Tamara Lunger porta tutti… in Siberia

Si accovaccia davanti alla teca, per guardare da più vicino. Sembra quasi voler accarezzare – se si potesse – quello scarpone. Sessantaquattro anni dopo, l’effetto è ancora immutato. Soprattutto se a rimirare lo scarpone di Achille Compagnoni, «quello scarpone», il primo ad arrivare in cima al K2 nel 1954 è una protagonista delle sfide estreme di oggi, la 32enne Tamara Lunger. Una scena da roadshow Vertical Innovation, vista il 5 dicembre durante la visita pre-talk al Museo dello Scarpone di Montebelluna. Un tempio dove vivono sacro e profano, come direbbero gli amanti della montagna. Dagli scarponi di Compagnoni agli scarpini di Icardi. Passando per Tomba e Alain Prost. Tant’è: ce n’è per tutti i gusti. E quel gesto dell’alpinista altoatesina, che sul K2 ci è arrivata nel 2014, rappresenta bene uno dei fili conduttori della serata: l’evoluzione tecnologica che accompagna il fattore umano. E Lunger ne è convinta: «Avere sponsor tecnici capaci di mettere a punto sempre nuove soluzioni, anticipare le condizioni che si troveranno poi, è fondamentale». Un esempio? I dieci minuti che hanno tenuto incollati allo schermo i presenti. Quelli del cortometraggio che raccontava l’ultima impresa de duo Lunger – Simone Moro, la scalata al Pik Pobeda in Sibera. Solo un tremila, direbbero gli amanti della montagna un po’ inesperti. Un tremila però dove si raggiungono le temperature più basse della terra, anche -90 gradi, se va male. Quindi bisogna pensare prima. «Come alle asole più grandi, perché è impossibile togliersi i guanti, neanche per una frazione di secondo». E poi ci sono loro, gli alpinisti, pronti a portare a casa feedback importanti. Lunger ritrova il suo compagno di cordata negli scarponi del museo. Ma non rimarrà solo: l’alpinista ha donato uno dei suoi scarponi per ampliare la già vasta collezione.

Parlavamo di feedback: sono preziosissimi quelli che riportano gli alpinisti. Ma ora c’è un’altra possibilità: terraXcube. «Extreme weather on demand», il motto del nuovo laboratorio, aperto il 30 novembre 2018, che vi abbiamo raccontato in una delle top story Vertical. Protagonista dell’incontro fra gli imprenditori dello sportsystem veneto e l’Alto Adige. «Si tratta di un progetto che è nato da un’idea nel 2010 e dopo anni di passione e lavoro finalmente è arrivato alla conclusione – spiega il project manager Andrea Nollo –. Come mai abbiamo deciso di crearlo? C’era il bisogno di riprodurre condizioni climatiche estreme oggi, domani, dopodomani: in condizioni ripetibili. Proponiamo alle aziende servizi chiavi in mano. Parliamo con le imprese, stabiliamo insieme i test più utili e come farli». Ma cosa si può fare all’interno? «Possiamo controllare temperature, umidità, cambiare la forza dell’irraggiamento solare, così da provocare un invecchiamento accelerato. Passiamo da – 40 a + 60 gradi, cambiano pressione, attivando neve, vento e pioggia. Abbiamo voluto farlo al NOI Techpark, perché là diventerà motore di innovazione».

Un’occasione per il distretto dello sportsystem che il cuore nel Veneto. Opportunità in parte già colta, come Nollo riconosce. Sono rimasto piacevolmente stupito dalla vostra risposta – ha detto il project manager di TerraXCube agli imprenditori presenti a Montebelluna –. Ho avuto la fortuna di incontrarvi già prima dell’apertura e ho trovato da voi quello che ci serve: indicazioni precisi e utili su come utilizzare il nostro nuovo laboratorio. Ed è proprio questo uno dei nostri punti di forza: non ci limiteremo a farlo utilizzare, ma costruiremo insieme alle aziende progetti mirati». Giuseppe Salghetti di NOI Techpark ha ricordato le potenzialità del parco tecnologico nel cuore delle Alpi. Una struttura sempre più popolata: aziende, ricercatori, laboratori. Un ecosistema innovativo, scommessa vinta frutto di un investimento pubblico di oltre 120 milioni di euro. «Con terraXcube a NOI Techpark il monte Everes è al piano terra – ha ricordato –. Mettiamo insieme grandi aziende e ricerca di alto livello per spingere sull’innovazione». Mettere insieme: il senso del roadshow Vertical Innovation, giunto così al suo ultimo evento. Tante tappe in tutto il Nord Italia, tanti legami nati e fortificati nel tempo.