Scenari

9 aprile 2018Stefano Voltolini

Energia, il modello Eurac Research alla conquista dell’Europa

Dai prodotti al know-how, anche l’Austria punta sulle simulazioni energetiche dell'ente altoatesino. Con l'obiettivo di abbattere le emissioni

Esportare non solo prodotti, ma anche il know-how e l’attività di ricerca. Il lavoro sugli scenari energetici svolto per l’Alto Adige da Eurac Research, l’ente di ricerca applicata che fa parte della rete altoatesina dell’innovazione, è piaciuto alle istituzioni della Bassa Austria, che hanno chiesto ai ricercatori di fare la stessa cosa per il proprio territorio. Ed è così che il Land austriaco, collegato alla Provincia di Bolzano tramite la rete europea di Eusalp, ha affidato agli esperti di energia basati in Alto Adige la simulazione degli scenari energetici per il futuro. Da tempo i ricercatori dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research sono impegnati nello sviluppo di modelli innovativi che riescono a simulare i migliori scenari per un territorio: partendo dai dati attuali, il modello mostra come un qualsiasi territorio potrebbe produrre e usare l’energia in futuro. Preziose informazioni tecniche che amministrazioni come quella della Bassa Austria avranno a disposizione per capire quali possono essere le scelte politiche adatte a raggiungere gli obiettivi climatici, con minore sforzo economico. 

Centinaia di diverse varianti energetiche

Il modello permette di simulare centinaia di varianti diversi di sistemi energetici – ora per ora per un intero anno – per definire quanta energia si produce in una determinata area, quanta ne è richiesta e come la si utilizza. Tra le migliaia di possibili scenari energetici generati, i ricercatori identificano infine quelli che richiedono meno sforzi in termini economici per raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali che le amministrazioni si sono poste. Questa quindi la metodologia sviluppata in Alto Adige che si può replicare agli altri territori, a partire da quelli alpini simili per natura e vocazione. Nel caso della Bassa Austria, il Land ha come obiettivo quello di produrre entro il 2020 il 50% dei propri consumi energetici da fonti rinnovabili locali e raggiungere il 100% entro il 2050. Sulla base dei dati attuali e del modello matematico, i ricercatori di Eurac Research nei prossimi mesi saranno impegnati a simulare migliaia di scenari energetici e selezionare quelli più efficienti. 

La collaborazione appena partita nasce dal contatto attraverso Eusalp, come spiega Wolfram Sparber, Direttore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili di Eurac Research e responsabile del progetto. Acronimo di EU-Strategy for the Alpine Region, il termine indica la macroregione europea costituita nel 2016 che comprende 48 regioni di Francia, Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Italia, Slovenia, per una popolazione di circa 70milioni di abitanti sparsi su una superficie di 450mila chilometri quadrati. La finalità è la cooperazione per consolidare la coesione economica, sociale e territoriale con progetti finanziati dalla Ue. Grazie alla rete si incontrano tutti coloro all’interno delle diverse province e regioni che si occupano di varie tematiche. Di energia ad esempio. «Nel corso di uno di questi incontri – racconta Sparber – è stato presentato il lavoro illustrato un anno fa per gli scenari energetici dell’Alto Adige e in quella occasione l’indagine ha suscitato l’interesse dei rappresentanti della Bassa Austria».

Dal contatto si è giunti alla consulenza. Il team di Eurac Research sta aiutando il Land a sviluppare una strategia energetica a lungo termine. «Utilizzando la nostra metodologia di lavoro – spiega David Moser coordinatore del gruppo di ricerca sui sistemi fotovoltaici ­– definiamo il potenziale delle fonti rinnovabili, la capacità massima installabile e il contributo dell’efficientamento energetico. In altre parole tracciamo la dimensione dei consumi esistenti e il volume di energia che si può generare da fonte pulita». Gli esperti di Eurac Research sono in grado di «valutare tutte le possibili combinazioni tecnologiche, con la quantità di fotovoltaico, eolico e delle altre fonti rinnovabili unite all’efficientamento energetico». «Per ogni combinazione – aggiunge Moser – si valuta il costo finale del sistema energetico e la riduzione della Co2». Non resta quindi che lasciare il campo ai ricercatori in forza al centro altoatesino per tracciare il futuro energetico del Land austriaco e attendere i risultati. «Siamo alla raccolta dati. Contiamo di arrivare ai dati finali in autunno» conclude Moser.