Green

11 febbraio 2019Silvia Pagliuca

Costruzioni, arriva l’etichetta che traccia sostenibilità e provenienza dei materiali edili

È made in Usa ed è stata presentata a NOI Techpark Declare, certificazione che rappresenta «la rivoluzione della trasparenza». Nel mantovano la prima azienda italiana ad adottarla

Anche i materiali edili hanno una loro etichetta di trasparenza, esattamente come accade per gli alimenti o per i capi di abbigliamento. Si chiama Declare e a portarla in Europa, presentandola al NOI Techpark di Bolzano in occasione di Klimahouse 2019, sono stati l’International Living Future Institute (ILFI) e la Living Future Europe Initiative (LFEI) con il Living Building Challenge Collaborative Italy, veri e propri punti di riferimento per il costruire e progettare green. Nata negli Stati Uniti d’America grazie all’intuizione dell’ILFI, Declare si presenta come una scheda che fornisce informazioni chiare e puntuali circa l’origine dei prodotti, la loro composizione e il trattamento a fine vita, così da poterne attestare la sostenibilità. «Declare è la rivoluzione della trasparenza. – dichiara Carlo Battisti, direttore esecutivo della LFEI – Esattamente come per altri settori, si pensi all’alimentare o al tessile, anche nel mondo delle costruzioni è fondamentale avere delle informazioni precise sui materiali utilizzati e sulla loro composizione, specialmente se consideriamo il tempo che trascorriamo all’interno degli edifici e quindi l’esposizione che abbiamo a questi prodotti. Declare è la risposta che stavamo aspettando: un’etichetta i cui benefici sono a vantaggio di tutti».

Grazie all’ILFI, il programma di trasparenza Declare è stato adattato al mercato europeo dell’edilizia, andando a soddisfare i requisiti previsti da vari programmi di certificazione di sostenibilità degli edifici, come quelli della Red List di Living Building Challenge, la lista SVHC del Regolamento REACH e la SIN List delle sostanze presenti nel prodotto finale.«Le sostanze chimiche tossiche e i composti utilizzati per costruire possono mettere in pericolo la salute umana e la resilienza dei nostri ecosistemi. Non solo danneggiano gli occupanti degli edifici, ma causano danni durante tutto il loro ciclo di vita. - chiarisce Amanda Sturgeon, CEO dell'ILFI - Per questo è nata Declare e per questo sono felice di portare il programma anche in Europa, dove progettisti e costruttori hanno già una spiccata sensibilità ambientale. Avere un programma dedicato e un ampio database di riferimento sarà per loro di ulteriore supporto».

Mafi, azienda austriaca specializzata in pavimenti in legno possiede questa etichetta dal febbraio del 2018, il che garantisce che i propri pavimenti in legno naturale siano completamente biodegradabili e privi di sostanze nocive. «Abbiamo da sempre un’anima 100% green: siamo convinti che la natura sia la nostra migliore designer e che non sia necessario aggiungere alcun tipo di prodotto chimico alle nostre lavorazioni. Ma adottare un approccio sostenibile nel costruire vuol dire anche utilizzare i materiali più salutari, per questo crediamo nel programma Declare: non solo certifichiamo i nostri materiali ma, in una sola etichetta, raccontiamo in maniera chiara come lavoriamo» - chiarisce Georg Klampfer, Senior Sales Manager di Mafi.

E anche in Italia c’è chi già si sta muovendo in questa direzione. Ulrich Pinter, fondatore di Ton Gruppe, azienda altoatesina specializzata in costruzioni sostenibili, si definisce un pioniere del green building: «Sono sempre andato controcorrente, creo abitazioni completamente naturali da oltre 40 anni: utilizziamo materiali antichi, come la canapa, i mattoni di terra cruda e l’argilla, perfetta in un’ottica di circular economy. La natura, del resto, ci dà già tutto ciò di cui abbiamo bisogno, a patto che si torni alla semplicità e che si decida, realmente, di cambiare approccio nel progettare e nel costruire». Una tendenza su cui sono pronte a scommettere anche le nuove generazioni, come dimostra il caso di Giovanni Toniato, giovanissimo Business Development Manager di Eurofinestra, azienda di famiglia del mantovano. «Saremo con tutta probabilità la prima realtà italiana a dotarsi dell’etichetta Declare. Crediamo molto in questo programma e i nostri prodotti sono in linea, in particolare la finestra eco-modulare, su più livelli, che ho ideato utilizzando solo legno e sughero. – commenta Toniato – Sono convinto che avere un approccio sostenibile nel costruire sia fondamentale: lo è per il nostro futuro e per quello di chi verrà dopo di noi».

Le regole del costruire green, dunque, ancor prima di poggiare su solidi standard di riferimento, partono da una sentita condivisione valoriale. «Avere informazioni migliori consentirà a produttori, architetti e designer di prendere le decisioni migliori. Maggiore consapevolezza significa infatti più possibilità di scelta. Una scelta che, se operata secondo criteri di sostenibilità, favorirà la riscoperta di un nuovo equilibrio tra uomo e natura»  conclude Sturgeon.