Cultura

3 settembre 2018Stefano Voltolini

Alto Adige palestra di convivenza: israeliani e palestinesi insieme sul set

Da Appiano all'Alpe di Siusi, iniziate le riprese di «Crescendo», film del regista Dror Zahavi. E ogni produzione riporta sul territorio il doppio di quanto è costata

Non è solo la storia del film, che parla di un’orchestra giovanile in cui musicisti israeliani e palestinesi attraverso la musica imparano a conoscersi, a fungere da esempio positivo. Anche lo stesso set in Alto Adige, terra di autonomia e dialogo tra lingue diverse, si è rivelato una palestra di conoscenza e di pace.  Gli attori della crew internazionale, composta anche da ebrei e arabi, dopo le diffidenze iniziali «sono diventati amici lavorando assieme» come racconta Alice Brauner, produttrice del film che si sta girando in questi giorni nella splendida location di Castel Englar, ad Appiano. Potere del cinema, o dell’incontro in cui si mettono da parte i pregiudizi e si conosce finalmente l’altro, che cessa di essere un nemico. Tutto questo è «Crescendo», uno dei tanti progetti cinematografici che danno lustro all’industria cinematografica altoatesina. Un settore che vanta numeri importanti: in fondo l’Alto Adige, con la sua natura incontaminata unita ad una grande esperienza tecnica, è un set naturale. Così anche nel 2018 l’Alto Adige finanzia dodici nuove produzioni, tra film e documentari: sette facenti capo a produzioni italiane, tre a produzioni tedesche e due austriache. Finanziamenti per 1,4 milioni di euro per un ritorno sul territorio di quasi 3 milioni. Progetti che vedranno la partecipazione, tra gli altri, del premio Oscar Stefan Ruzowitzky, dell’alpinista Reinhold Messner e degli attori pluripremiati Elio Germano e Michela Cescon, rinnovando la capacità del territorio di fare da ponte, anche nel grande schermo, tra le culture italiana e tedesca. Il nuovo film drammatico del regista israeliano Dror Zahavi, autore di For my father del 2008, racconta di un’orchestra giovanile che nel quadro dei negoziati di pace tra le diplomazie di Israele e Palestina si esibisce in Alto Adige, sotto rigide misure di sicurezza. Nella musica i ragazzi trovano la strada per superare l’odio e l’intolleranza che separano le rispettive comunità, costruendo un ponte di dialogo. La pellicola è entrata nella fase di lavorazione che interessa una serie di località altoatesine: Magrè, il castello ad Appiano, il lago grande di Monticolo e l’Alpe di Siusi. Tra attori, fra cui Peter Simonischeck, che interpreta il direttore d’orchestra, e tecnici la crew internazionale è composta da una cinquantina di persone, più venti circa dell’Alto Adige.

Il film è prodotto dalla casa di produzione CCC Filmkunst in co-produzione con l’altoatesina Filmvergnuegen e con MZ-Film, AVE Publishing, Niama-Film eServusTV. Alla lavorazione del film partecipano anche numerosi professionisti altoatesini del settore cinematografico. Il progetto da 2 milioni di euro è finanziato da HessenFilm und Medien, dal Deutscher Filmförderfonds e dal Fondo provinciale per le produzioni cinematografiche e televisive, con 300.000 euro, e viene supportato da IDM Alto Adige. Il film verrà distribuito nel 2019 da Camino Film e Global Screen. «Crescendo» è un seme di speranza, gettato in Alto Adige ma che può crescere al di là del Mediterraneo. «Il messaggio del film - afferma il regista Zahavi - è che solo con la conoscenza reciproca, conoscendo ognuno la storia dell’altro, si riesce a mettere da parte i pregiudizi. La persona che hai davanti non è più il nemico». «Sono molto contenta di questo progetto, anche rischioso, che rappresenta un film che voleva fare mio padre Artur dieci anni fa» dice Brauner, della CCC Filmkunst di Berlino che ha all’attivo 260 pellicole, fra cui I giardini dei Finzi Contini (1970) di Vittorio De Sica. «Mi piace molto che sia girato qui in Alto Adige. Questa terra autonoma è un esempio di pace per Israele e Palestina. Inoltre, tutti quelli della produzione si trovano bene, dicono che è un paradiso, non vorrebbero andare via». Peter Trenkwalder, co-produttore altoatesino con la sua Filmvergnuegen, è d’accordo. «Il nostro intento è far vedere che è possibile, tramite la musica, rinforzare il concetto di pace. In questa terra siamo riusciti a unire due popoli, tedesco e italiano, e adesso siamo uno. La convivenza che ha garantito l’autonomia è quindi un modello, un’idea per risolvere il conflitto in Medio Oriente. La pace è un futuro che si può vivere».

In crescendo è però anche l’industria dell’audiovisivo in provincia di Bolzano. «Da dieci anni - prosegue Trenkwalder - abbiamo la Film commission e il territorio cresce in questo ambito. Il pubblico europeo conosce ormai le nostre montagne e i nostri laghi. E ci sono ancora tante potenzialità da sviluppare, penso alla post-produzione, agli attori, alla vendita. Forse fra cinque anni saremo in grado di assicurare la distribuzione». «Quello per la crescita è uno sforzo di sistema. “Il settore cinematografico altoatesino ha acquisito sempre più forza e rappresenta oggi in regione una vera e propria realtà economica» afferma Birgit Oberkofler, coordinatrice del reparto Film Fund & Commission di IDM. «Aumentano sia i filmmaker locali a cui le produzioni che affidano ruoli di rilievo, sia i giorni di lavoro delle produzioni in regione. La ricaduta territoriale ha toccato quote importanti, raggiungendo il 200% nel 2017. Questo testimonia la capacità di IDM di attirare in provincia investimenti utili per far crescere l’Alto Adige nel mercato del cinema italiano e internazionale, che è uno degli obiettivi della Film commission».

foto Oliver Oppitz/CCC Filmkunst