Innovazione

15 marzo 2018Johanna Roellecke

App, droni e realtà virtuale: il futuro della protezione civile in vetrina a Bolzano

Dal 23 al 25 marzo torna «Civil Protect». Porte antisismiche e Gps: ecco le dieci finaliste dello Startup Award

Tecnologia e idee per salvare vite umane. Rimanere aggiornati e – dove possibile – anticipare il futuro è fondamentale per gli operatori di protezione civile. Così anche quest’anno Bolzano, dal 23 al 25 marzo, diventerà capitale del settore con Civil Protect. La fiera propone un programma informativo ad ampio raggio e molte occasioni di confronto su tematiche attuali, tra cui le sfide e le nuove tecnologie per la prevenzione e la lotta agli incendi, e dei nuovi concetti della sicurezza e del rischio. Arrivando anche a parlare di percezione del rischio, con le contromisure al fenomeno sempre più diffuso delle «fake news».

Palestra naturale per la protezione civile

L’Alto Adige è da sempre «palestra naturale» per tutte operazioni di salvataggio, anche estreme.  Tanto  che IDM Alto Adige – l’azienda speciale al servizio dell’economia altoatesina  - ha dato vita all’Ecosystem Sports & Alpine Safety. «Da generazioni abbiamo imparato a sviluppare strategie e competenze per far fronte ai pericoli rappresentati da valanghe, smottamenti e condizioni atmosferiche estreme – spiega Sebastian Mayrgündter, coordinatore dell’ecosistema –. Il nostro obiettivo come Ecosystem Sports & Alpine Safety di IDM è spingere lo sviluppo della gestione dei rischi e della protezione civile ulteriormente e di collegare tra loro imprese, ricercatori, autorità e società civile attiva, per  rafforza la competitività delle aziende. A questo scopo la Civil Protect è la piattaforma ideale. Anche quest’anno saremo presenti con vari stand e progetti. Tra le altre cose presenteremo insieme a avalanchetrail.bz.it, progetto del Servizio provinciale prevenzione valanghe con la partnership di IDM, un tool di training in realtà virtuale, sviluppato dall’altoatesina Realer, per la prevenzione dei rischi causati da valanghe, pensato soprattutto per freeriders e scialpinisti».

Non solo. «In contemporanea con la fiera lanceremo poi la nostra piattaforma online “alpine.expert” – continua Mayrgündter -  uno strumento digitale sviluppato per creare una vera e propria community intorno al tema della protezione civile alpina e gli sport di montagna composta da esperti, startup e imprese. Gli esperti possono registrarsi sul sito e poi testare i prodotti  innovativi direttamente in montagna  ancora prima che escano sul mercato. Di seguito le startup ricevono un feedback approfondito per poter migliorare la propria innovazione. In quest’ottica organizziamo il prossimo 13 aprile in Val Senales l’Innovation Day on Snow, una giornata di networking a oltre 3000 metri di altezza con lo scopo di dare un impulso all’ecosistema e di accelerare il successo di mercato di prodotti e servizi innovativi. Presente alla fiera con un proprio stand sarà anche il nostro gruppo di lavoro specializzato su droni, una delle tecnologie del futuro nel campo della protezione civile alpina».

Idee innovative in gara

Una fiera che porta con sé una novità: la prima edizione del Civil Protect Startup Award, che vede in gara 10 idee di innovazione nella protezione civile.  Un settore che vede l’Alto Adige all’avanguardia. Non è un caso, quindi, che tra le finaliste ci sia anche «Emersy», una startup di Postal (Bolzano) che fornisce un servizio cloud il cui scopo principale è di mettere i soccorsi nelle condizioni di accedere in modo facile, pratico ed efficiente a tutti i dati relativi al luogo di intervento. Un’idea nata dall’esigenza reale, come spesso accade. Infatti, i due fondatori, Anton Pfeifer e Christoph Piock-Ellena, da tempo sono attivi come vigili del fuoco volontari nelle proprie città d’origine Laives e Postal. «Le amministrazioni pubbliche forniscono i dati sui luoghi di intervento, dai potenziali pericoli e difficoltà alla presenza di idranti in vicinanza. Ma quando ci chiamano per un’emergenza, non abbiamo modo di accedere a tutte queste informazioni. E ci siamo detti: ci vorrebbe uno strumento che metta a disposizione tutto quello che serve sapere per poter gestire bene ogni emergenza».

E così è nata «Emersy». Grazie anche al background professionale dei due volontari. Non solo sono pompieri per passione, ma anche esperti IT: Anton come meccatronico al gruppo tedesco Röchling e Christoph come Software Architect e Dev Lead all’altoatesina Systems. «Siamo partiti circa 4 anni fa. All’epoca eravamo solo in due. Man mano crescendo l’anno scorso poi abbiamo deciso di allargare il team con un altro esperto software». Il terzo componente di Emersy, Daniel Francesconi di Laives, è software engineer alla Sarix, produttrice di soluzioni software con sede a Lipsia e Bolzano. Al momento il sistema viene usato soprattutto dal corpo di vigili di fuoco ma è estendibile anche ad altre forze operative. Emersy si aggancia al sistema di allarme tradizionale e da subito ne estende le funzionalità acquisendo e aggiungendo informazioni in modo automatico. Tutti i membri del corpo delle forze operative ricevono simultaneamente le informazioni sul luogo dell’intervento tramite infoscreen, mail e sms. Offre inoltre la possibilità di calcolare il miglior metodo di utilizzo degli idranti attraverso il circuito di una app pensata per il web, per iOS e presto anche per Android.

Le altre finaliste

Ecco le altre finaliste, insieme ad Emersy, dello startup award

A GESIC: aGesic di Rieti è un software integrato ideato per proteggere la vita delle persone che lavorano in stato di isolamento. Collegando una app installata su smartphone e un pannello di controllo accessibile via web, è in grado di rilevare l’eventuale stato di malessere o di difficoltà del lavoratore isolato e di inviare un allarme al pannello di controllo in tempo reale, comunicando esattamente il luogo in cui si trova. aGesic minimizza i falsi allarmi: i prodotti dei competitor sono basati sul sistema uomo a terra, inviano quindi allarmi anche se l’individuo è supino per ragioni pratiche o se per errore appoggia in terra il dispositivo. aGesic invece rileva l'assenza di movimento.

www.agesic.com

AMYKO-AMUUKO WECARE: Wecare nasce ad Arenzano (Genova) come startup innovativa nel settore e-health e wellness. Un’idea che pone al centro la persona creando una piattaforma web da cui poter gestire dapprima i propri dati sanitari, anche quelli sensibili che l’utente desidera tenere a portata di mano. Da qui nasce la app Amyko e il suo primo prodotto: il braccialetto Amyko, una tecnologia passiva dotata di NFC, senza batteria, senza onde, waterproof e ignifugo, che permette la lettura dei dati dell’utente tramite scansione, nel rispetto della privacy. I servizi aggiuntivi di direct call e sms allert garantiscono la gestione di situazioni di emergenza. Nel 2017 è stato sviluppato Amuuko: un sistema di identificazione e geolocalizzazione del bestiame per il monitoraggio della salute degli animali e la tracciabilità della filiera produttiva.

www.amyko.it

D-HEART: startup nata a Genova, D-Heart è il primo elettrocardiografo a otto derivazioni per smartphone che permette l’acquisizione di un elettrocardiogramma (ECG) ad alta qualità di 12 secondi in qualunque luogo, in qualsiasi momento e in ogni condizione. D-Heart permette a qualsiasi utente di effettuare un esame medico complesso e di inviare il risultato al servizio di tele-cardiologia attivo 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana. I due aspetti più innovativi sono il sistema di riavvolgimento dei cavi, che rende semplice sia la corretta distensione dei cavi sia il loro riavvolgimento, e l'algoritmo sviluppato. Grazie alla fotocamera dello smartphone l’algoritmo mostra l'esatto posizionamento degli elettrodi sul torace.

www.d-heartcare.com

EDILMAG: una startup innovativa con base a Pesaro che applica la sharing economy al settore edile. Tramite piattaforma e app mette in condivisione i depositi virtuali delle imprese edili in modo da valorizzare al meglio i materiali residui e le attrezzature non utilizzate. In caso di calamità naturali Edilmag consente di collaborare efficacemente con gli enti di gestione dell’emergenza. Come? Ad esempio incrociando domanda e offerta fra le imprese per la ricerca di pale gommate per lo sgombero della neve o, nei casi di assenza di luce, per trovare strumentazione per l’illuminazione giacente nei depositi delle imprese vicine, o per l’intervento tempestivo con macchinari deputati al ripristino energetico.

www.edilmag.it

HEARTH: fondata a Monteforte Irpino (Avellino), Hearth è una piattaforma digitale di supporto ai soccorsi in caso di emergenze e richieste d'aiuto, che coinvolge attivamente la comunità nella prevenzione di danni alle persone. La protezione civile e i soccorsi attivano da remoto i dispositivi per il supporto alla ricerca dei dispersi o dei feriti. I dispositivi (smartphone, smartwatch o wearable) iniziano a inviare dati sulla posizione o, in assenza di rete, si attivano in modalità "radiofaro" per la ricerca della posizione tramite triangolazione reti bluetooth o wifi. I dati vengono inviati anche ai dispositivi delle persone nei dintorni per permettere i primissimi soccorsi in attesa di quelli effettivi. Lo stesso applicativo può essere adottato anche in casi di micro emergenze durante le quali si può essere impossibilitati a chiamare i soccorsi: premendo un tasto si può attivare la funzione emergenza, registrare una nota audio e fare arrivare la richiesta di aiuto alle forze dell'ordine e a chi è nelle vicinanze per un primo intervento.

https://hearth.ch

LF SYSTEM ITALIA: ad Avezzano (L’Aquila), nel cuore dell’Abruzzo, LF System Italia ha ideato la porta antisismica e anti incastro per salvare vite in caso di calamità naturali. Il collasso degli edifici di solito non avviene immediatamente ma possono passare diversi secondi o minuti, istanti preziosi per abbandonare l’edificio che però talvolta viene impedito proprio dalle porte incastrate. Analizzando le cause che incastrano le porte si nota come di fatto queste vengono schiacciate dal cedimento dell’architrave che le sovrasta o per il sollevamento del pavimento, rendendone impossibile l'apertura. La porta antisismica con tecnologia Quake Saver impedisce alle porte di incastrarsi in quanto il sistema, in caso di schiacciamento, riduce l'altezza della porta e la estrae dal telaio dissipando l’energia ricevuta e agevolandone l’apertura. Il sistema mantiene la piena funzionalità della porta offrendo la concreta possibilità di raggiungere un luogo sicuro.

www.lfsystemitalia.it

PRONTO SISMA: la startup torinese Pronto Sisma è il primo portale online che permette di verificare la sicurezza sismica di un edificio. Compilando un questionario e inserendo informazioni relative all'immobile oggetto di studio, il portale genera automaticamente un audit sismico contenente pericolosità, vulnerabilità ed esposizione al rischio del fabbricato, con il relativo grado di magnitudo sopportabile dalla struttura. Il report ricevuto dall'utente contiene, inoltre, una serie di suggerimenti per migliorare l'efficienza sismica dell'immobile, il grado di magnitudo ammissibile a lavori eseguiti, il costo indicativo delle lavorazioni e i relativi benefici fiscali in termini di Sisma Bonus.

www.prontosisma.com

SNOWFOOT: ideata da una startup di Riva di Valdobbia (Vercelli), Snowfoot è una ciaspola alpina in grado di garantire “un passo in sicurezza” in qualsiasi situazione di emergenza sulla neve. L’innovazione tecnologica, coperta da brevetto mondiale, aumenta il grado di galleggiamento sulla neve con dimensioni e peso inferiori ad altre ciaspole. Snowfoot si presta a una vasta gamma di applicazioni, anche a operazioni di soccorso o lavori quotidiani in contesti difficili. Dai cacciatori ai taglialegna, dal soccorso alpino alla protezione civile, è l’ideale per affrontare cambi di pendenza, terreni sconnessi, ghiacciati, disastrati o inaccessibili ai mezzi meccanizzati.

www.snowfoot.eu

ZULU MEDICAL: startup con base a Roncade (Treviso), Zulu Medical è un software progettato per l’utilizzo sul territorio come piattaforma di supporto per il personale di soccorso, medico e paramedico agevolando la raccolta, la condivisione e l’archiviazione dei dati acquisiti. I dati possono essere visualizzati in tempo reale in una piattaforma web accessibile da personale autorizzato, per fornire supporto da remoto agli operatori sul territorio e per trasmettere le informazioni sulle condizioni del paziente alla centrale operativa e all’ospedale di destinazione. La piattaforma Zulu è già stata adottata nel 2016 dall’elisoccorso di Udine, con più di 2800 interventi all’attivo, e presto il progetto verrà ampliato a tutta la regione Friuli Venezia Giulia. È inoltre in uso presso l’elisoccorso di Pieve di Cadore da 3 anni, con 1100 interventi effettuati e il prossimo obiettivo è l’acquisizione del sistema da parte del 118 di Treviso. Zulu Medical sta poi collaborando da più di un anno con il Soccorso Alpino del Veneto per la realizzazione di una app mobile utile alla gestione degli interventi in emergenza. 

www.zulumedical.net