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18 luglio 2018Silvia Pagliuca

CasaClima traina il futuro. Le abitazioni? A energia zero

Per l’agenzia 2017 da record: oltre 2500 certificazioni. Aumentano anche i Comuni e le aziende che accettano la sfida della sostenibilità

Le case del futuro? A energia zero. Lo sa bene l’Alto Adige, tra le prime province in Italia – e in Europa – a innalzare il requisito minimo per la costruzione dei nuovi edifici portandolo alla classe energetica A e realizzando quanto previsto dalla direttiva europea sullo standard nZEB (nearly Zero Energy Building). Un passaggio che è stato percepito come un naturale passo avanti visto che già nel 2016 due edifici su tre erano costruiti in classe A su base volontaria. Standard che oggi rappresenta lo stato dell’arte per le nuove costruzioni altoatesine, segnando un decisivo passo avanti verso una piena sostenibilità energetica.

«Nel 2017 sono state emesse ben 2.565 certificazioni energetiche di cui 928 per nuove costruzioni e 518 per progetti di risanamento. Questo, dunque, è stato l’anno di maggior successo per l’Agenzia, sia per il numero di certificazioni emesse che per il fatturato, cresciuto del 18% negli ultimi due anni» afferma il direttore dell’Agenzia provinciale CasaClima, Ulrich Santa, ricordando che grazie allo standard CasaClima e all'impegno comune dell'Agenzia, dei committenti, dei progettisti, degli artigiani e delle imprese, si è avuto un costante aumento del livello di qualità dell’edilizia, settore che, come testimoniato dai dati, segna ora una sostanziale ripresa dopo anni di stagnazione. Mentre dal 2009 al 2015, secondo le stime dell’Istituto provinciale per la Statistica, i volumi di edificazione erano diminuiti del 47,4%, nel 2016 si è iniziato a registrare un nuovo aumento e nel 2017 la situazione nel settore edile si è definitivamente rafforzata, segnando per CasaClima addirittura un anno record. L’Agenzia ha segnato nel settore delle certificazioni delle nuove costruzioni un + 14,2% e le richieste di certificazione sono cresciute del 17,1%, con un nuovo edificio su sette certificato CasaClima Nature. Oltre ai 2.565 certificati energetici rilasciati 2017, inoltre, sono in fase di valutazione circa 2.000 richieste di certificazione a livello nazionale, delle quali tre quarti per edifici nuovi e un quarto per risanamenti. Ma cosa si intende per CasaClima? Lo standard è sinonimo di edifici efficienti, sostenibili e confortevoli, in cui la principale condizione di benessere è legata all’elevata sostenibilità energetica. Una CasaClima, infatti, è caratterizzata da un’ottima coibentazione, da un’elevata tenuta all’aria, da una struttura costruttiva priva di ponti termici e da un’impiantistica moderna. Di conseguenza, si consuma poca energia che è del tutto (o quasi) coperta attraverso fonti rinnovabili.

Fondamentale, in tutto ciò, lo spazio discrezionale di cui l’Alto Adige dispone rispetto alla legislazione nazionale. Basti pensare che le direttive sull’edilizia europee 2002/91/CE e 2010/31/UE sono state recepite prima che lo facesse il legislatore a Roma e con normative più semplici e snelle pensate per favorire lo sviluppo di nuove competenze e per raggiungere prima gli obiettivi previsti dal piano “Energia Alto Adige 2050”. Per questo, negli ultimi anni, l’Agenzia ha intensificato anche le sue attività di ricerca lavorando a numerosi progetti nazionali e internazionali: la Commissione Europea le ha assegnato il coordinamento del settore Energia nel quadro della strategia europea per la macroregione alpina (EUSALP) ed è stato siglato un accordo con l'Agenzia nazionale dell'energia ENEA per promuovere i programmi ComuneClima e KlimaFactory in tutto il territorio nazionale. Con il programma ComuneClima, in particolare, si accompagnano i comuni nell’implementazione di misure concrete per l’uso sostenibile dell’energia e la tutela del clima. «Le possibilità di intervento sono molteplici: dalla pianificazione energetica e della mobilità ai consumi energetici e idrici di edifici e impianti comunali, dalla produzione di energia da fonti rinnovabili a livello locale ai sistemi di raccolta e valorizzazione dei rifiuti, dall’approvvigionamento e smaltimento idrico alla mobilità sostenibile, fino alla sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza» spiega Santa, precisando che al raggiungimento di determinati standard qualitativi, un comune viene certificato dall’Agenzia e in questo modo vengono premiati e resi visibili gli sforzi fatti, rafforzando il marketing territoriale orientato alla sostenibilità. Il programma, partito nel 2016, conta a oggi 23 comuni aderenti. KlimaFactory, invece, nasce per aiutare le piccole e medie imprese a liberare il potenziale di risparmio energetico nascosto nei loro processi produttivi. Sono infatti soprattutto le Pmi a incontrare maggiori difficoltà nella riduzione dei propri consumi. Nell’ambito di un audit energetico, vengono individuate in modo sistematico le aree che presentano il maggior potenziale di risparmio e vengono definiti gli interventi migliorativi più efficaci ed economici. Gli ambiti analizzati, oltre all’efficienza dei fabbricati, riguardano le cosiddette tecnologie trasversali che si trovano in tutte le aziende: le utenze elettriche come l’illuminazione, le pompe e i motori, l’aria compressa, gli impianti di aspirazione e ventilazione, le utenze termiche e frigorifere. «Il potenziale di risparmio medio può essere del 10 – 20 percento, ma dipende dal settore di appartenenza e dall’intensità energetica dei propri processi produttivi» dichiara il direttore dell’Agenzia, ricordando che le misure di efficientamento non solo aiutano le imprese a ridurre i costi e ad aumentare la loro competitività, ma rappresentano anche un contributo importante alla tutela del clima. E a tutto ciò si aggiungono le attività per sensibilizzare i cittadini. In questo senso, si sono dimostrati utili strumenti come il nuovo calcolatore di CO2 online, che ha fatto registrare più di 20 mila visite, e il servizio di consulenza EnergyCheck. «La tutela del clima – evidenzia infatti Santa – è un impegno collettivo che può avere successo solo se le grandi politiche energetico-ambientali trovano riscontro anche ai livelli più bassi di implementazione e se sono condivisi dai cittadini». E nell’ottica di un’azione più sinergica ed efficace, l’Agenzia ha iniziato a operare negli spazi del NOI Techpark di Bolzano, il Parco Tecnologico che promuove le connessioni tra aziende, ricercatori e studenti per sostenere un forte sviluppo dell’innovazione, in cui operano anche altri istituti ed enti di ricerca come Libera Università di Bolzano, EURAC, Fraunhofer Italia, IDM e Laimburg. Una scelta che per l’Agenzia rappresenta un ulteriore tassello per completare l’ambizioso mosaico del KlimaLand. «Con una consapevolezza: la presa di coscienza – conclude Santa - è il primo passo verso il cambiamento».