Culture

26 luglio 2018Silvia Pagliuca

Messner, Germano e un regista da Oscar: la natura altoatesina diventa set cinematografico

Finanziate nuove dodici produzioni: previsto un ritorno sul territorio di tre milioni di euro per una filiera che coinvolge 500 aziende

Ciack, si gira. Con oltre 1,4 milioni di euro, l’Alto Adige finanzia dodici nuove produzioni, tra film e documentari: sette facenti capo a produzioni italiane, tre a produzioni tedesche e due austriache. Progetti che vedranno la partecipazione, tra gli altri, del premio Oscar Stefan Ruzowitzky, dell’alpinista Reinhold Messner e degli attori pluripremiati Elio Germano e Michela Cescon, rinnovando la capacità del territorio di fare da ponte, anche nel grande schermo, tra le culture italiana e tedesca. E questo, con un ritorno più che positivo anche sul piano economico. «Grazie all’effetto Alto Adige, il finanziamento di 1,48 milioni di euro sostenuto per la seconda call del 2018, sarà in grado di far rientrare sul territorio quasi 3 milioni di euro sotto forma non solo di valore aggiunto dal punto di vista dell’immagine turistica, ma anche di occasioni di lavoro per giovani professionisti locali» dichiara il governatore Arno Kompatscher.

Alle produzioni finanziate, infatti, viene chiesto un ritorno economico sul territorio pari almeno al 150% di quanto ricevuto, anche se spesso il ritorno reale supera il 170%. «Da anni lavoriamo per rendere l’Alto Adige una delle film location più interessanti a livello internazionale e i risultati raggiunti, anche quest’anno, dimostrano che stiamo andando nella giusta direzione. I progetti che abbiamo selezionato sono molto creativi, emozionanti e variegati e richiamano grandi produzioni internazionali e giovani talenti locali, con l’avvio di promettenti sinergie» commenta Birgit Oberkofler, responsabile del Film Fund & Commission di IDM.

I giorni di riprese previsti sul territorio provinciale saranno 115 e spazieranno tra generi e storytelling diversi, tutti profondamente legati all’attualità. A partire dal lungometraggio “Disco” della regista e autrice bolzanina Evi Romen, vincitrice nel 2017 del prestigioso Carl Mayer Screenplay Award, con cui si affronterà un viaggio tra terrorismo, droga, marginalità e avvicinamento al Corano. Prodotto dall’austriaca Amour Fou, sarà girato tra Laion, Senale, Tesimo, Ponte Gardena, Monte Santa Cristina. Si parlerà invece di asprezza e pregiudizi, determinazione e legami forti con “O'Lugre” il lungometraggio di Artur Ribeiro, girato in parte in Portogallo e in parte in Alto Adige con riprese in greenscreen interamente realizzate in studio e lavorate in post-produzione all'interno della nuova sede di Merano della Cine Chromatix Italy. A produrre il lavoro sarà la portoghese Cinemate con la tedesca Lightburst Pictures.

I progetti

Vera stella tra i progetti finanziati è “Narziss und Goldmund”, adattamento cinematografico del romanzo “Narciso e Boccadoro” del premio Nobel Hermann Hesse a opera del regista e sceneggiatore austriaco Stefan Ruzowitzky che nel 2008 vinse il Premio Oscar per il miglior film straniero con "Il falsario - Operazione Bernhard". Protagonisti sul grande schermo, secondo quanto previsto dal cast provvisorio, saranno i giovani volti di Jannis Niewöhner e Sabin Tambrea mentre le riprese si concentreranno a Solda e dintorni per una produzione targata Narziss und Goldmund e fondata da importanti partner come la Tempest Film Produktion und Verleih di Monaco, la Lotus-Film di Vienna e la Mythos Film Produktions di Berlino. Ma tra le stelle brillerà anche quella dell’alpinista Reinhold Messner pronto a incantare gli spettatori con il nuovo documentario “Mord am Unmöglichen” dedicato all’alpinismo, tra sport e turismo, con riprese mozzafiato tra Ortles, Gran Zebrù, la Marmolada, il Passo Sella e altre cime suggestive dell'Alto Adige. La produzione è in questo caso interamente altoatesina, firmata da Dolomites, e vede la partecipazione di professionisti locali sia per il team artistico, amministrativo e tecnico che per i fornitori di servizi. «Chi viene a girare da noi – afferma il presidente Kompatscher – sa che in Alto Adige può contare su professionalità di alto livello che si sono sviluppate in tutti i settori: dagli artigiani alla logistica, dagli artisti alle comparse». Si stima, infatti, che siano almeno 500 le aziende della filiera nate negli ultimi anni tra Bolzano e provincia. «È uno dei grandi risultati generati dal film fund: non solo sono arrivati nuovi talenti della cinematografia sul nostro territorio ma sono rientrati anche molti professionisti del settore che dopo aver studiato in prestigiose scuole internazionali, hanno fatto ritorno in Alto Adige, trovando qui un ecosistema fertile per sviluppare le competenze acquisite»  concorda Oberkofler.

Ed è sicuramente anche grazie a questa vitalità che l’Alto Adige continua ad attrarre produzioni tanto interessanti come quella de “L’uomo senza gravità” che potrebbe avere Elio Germano e Michela Cescon tra i protagonisti per raccontare la storia di Oscar, un bambino che per anni vive nascosto al mondo per il suo eccezionale dono: l'assenza di gravità. Ambientato tra la Valle dellʼAdige e il Parco Naturale Monte Corno, vede la regia di Marco Bonfanti e la produzione capitanata dall’italiana Isaria Productions (Roma) insieme a Zagora di Anna Godano (Milano), Climax Films (Belgio) e Mact Productions (Francia). Il regista premio Oscar Pepe Danquart, invece, firmerà “Vor mir der Süden”, affascinante documentario che come Pasolini nel ’59 ripercorre l’Italia da nord a sud per indagare il fenomeno del viaggio come spostamento, fuga edonistica, migrazione disperata. Con la tedesca Bittersuess Pictures produce questo lavoro la casa Albolina Film di Bolzano, città che insieme a Bressanone accoglierà la troupe coinvolgendo anche molti cineasti altoatesini durante tutto il periodo delle riprese in loco. E sempre tra i documentari, “Luca+Silvana”, delicato al racconto di un amore tra due ragazzi con sindrome di Down costretti a confrontarsi con una società spesso ostile e diffidente. La regia è dell’altoatesino Stefano Lisci e nel progetto saranno impegnati professionisti locali in tutti i ruoli principali tecnico-artistici. La produzione è della Cooperativa 19 di Bolzano con il supporto di Rai Alto Adige in veste di partner di finanziamento e distribuzione e le riprese si snoderanno tra Bolzano e dintorni.

Altro argomento di grande profondità è “Südtirol 1919-2019: Zwei Volksgruppen, eine Geschichte - Ein Modell für Europa?”, il documentario della regista Birgit Sabine Sommer in occasione del centenario del trattato di Saint-Germain-en-Laye. Prodotto da Langbein & Partner Media (Vienna), probabilmente sarà messo in onda in Tv dalla ORF e sarà girato tra Egna, Bronzolo, Laives, Termeno, Bassa Atesina. I pastori delle Alpi, invece, saranno protagonisti di “Riafn!”, documentario del regista Hannes Lang girato tra Sciliar, Val Venosta, Val Passiria. Infine, la produzione romana 9.99 Films con i partner Blonde (Grecia) e Felony Productions (Cipro) racconteranno in “The man with the answers” del regista Stelios Kammitsis la storia di Victor e dei suoi vent’anni segnati da un viaggio on the road, con riprese tra Passo dello Stelvio, Castelrotto e Vipiteno.

Ma ad aver ricevuto un finanziamento a sostegno della pre-produzione sono stati anche “Reanimo”, produzione Albolina Film (Bolzano) che porta sullo schermo le pagine dello scrittore Gernot Werner Gruber, e “Der Raketenmann - Max Valier - Der Traum vom Weltall”, l’esordio alla produzione della società altoatesina Ammira Film di Merano dedicato al pioniere della tecnologia spaziale nato a Bolzano nel 1895, Max Valier.