Imprese

12 marzo 2018Stefano Voltolini

Dal «Superfood» al last mile delivery: tutti a scuola da adventureX

Al NOI Techpark parte la startup competition che trova il business model giusto per lanciare le migliori idee Euregio

«La nostra idea è Chatfit: una app che mette in contatto chi pratica sport outdoor e di solito è abituato ad allenarsi da solo, senza poter mettere in comune la propria passione. Riguardo a questa competizione, mi aspetto un confronto con persone esperte per migliorare il mio business model». Youssef Fitasse, 28 anni, laureato in Computer science alla Libera università di Bolzano, è uno degli startupper che partecipano ad adventureX, la business model competition promossa da IDM Alto Adige che rientra nel progetto di dimensione euroregionale (con Trentino e Tirolo austriaco) finanziato dall’Unione Europea. Lanciata con l’evento di kick off nell’Idea Space del NOI Techpark (è possibile iscriversi fino al 15 marzo), proseguirà per due mesi con una trentina di partecipanti. La conclusione è fissata per il 31 maggio, con la premiazione dei tre migliori business model in Alto Adige, che a loro volta, nella seconda fase, competeranno con i migliori dell’Euregio il 7 giugno 2018 a Innsbruck.

Dall’idea alla startup

«Come trasformare un’idea innovativa in una startup?». È la domanda di fondo a cui risponde l’iniziativa alla quale possono partecipare «privati, startup (fino a due anni di vita) e aziende consolidate che sviluppano prodotti nuovi», come ha spiegato Petra Gratl, coordinatrice di adventureX e responsabile dell’Idea Space dell’incubatore di imprese di IDM: uno spazio con postazioni di lavoro flessibili all'interno del parco tecnologico messo a disposizione gratuitamente per aspiranti startupper. «I partecipanti – spiega Gratl – portano ciascuno la propria idea e nel corso del progetto impareranno a sviluppare il relativo business model, in pratica per capire come ottenere dei risultati economici da quella stessa intuizione». Per IDM, la società di Provincia e Camera di commercio di Bolzano per lo sviluppo dell’economia territoriale, l’obiettivo di fondo legato al concorso è «incentivare la creazione di nuove startup, vere e concrete». «Aiutiamo le persone che hanno idee e magari non hanno il coraggio di fare un tentativo», conclude la coordinatrice. Il business model è infatti – si legge nella presentazione di adventureX – «un progetto che mostra come un’organizzazione crei e fornisca un valore aggiunto ai clienti e consumatori e come lo preservi, in modo sostenibile, nei confronti dei concorrenti».

Il programma

Il concorso ha una durata di circa due mesi. Durante tutto il periodo gli iscritti potranno prendere parte a serate di coaching e workshop dove avranno la possibilità di confrontarsi con esperti e ottenere consigli sullo sviluppo del modello imprenditoriale. Il primo evento è in calendario per il 14 marzo. Andreas Winkler, responsabile degli Ecosystem di IDM, terrà il workshop intitolato «Business model canvas» (in tedesco), dalle 17 alle 18.20 nella sala 3 del NOI. Alle 18.30 (fino alle 20.30) il secondo workshop su «Finanziamenti pubblici per progetti innovativi» (in italiano), con Luigi Cavaliere (Customer Consulting Export & Innovation di IDM). Il 21 marzo dalle 17 alle 20 la serata coaching, sempre nella sala 3 del Techpark. L’11 aprile, con orario 17-19, nella sala 4 del NOI, il workshop su «Customer validation» in inglese, tenuto da Christian Manfred Lechner, docente ordinario dell’università di Bolzano nel corso magistrale di Imprenditorialità e innovazione. Il 18 aprile dalle 17 alle 20 la seconda serata coaching, nella sala 3.

«Un’avventura per trovare il proprio modello di business»

«È veramente un’avventura» ha detto Hubert Hofer, direttore del Development di IDM, ai presenti dell’evento di lancio del concorso. «L’iniziativa, alla sua ottava edizione, aiuta a trovare il modello di business giusto. Si può fare bella la propria startup». Ai vincitori verranno assegnati premi per un valore complessivo di 30.000 euro. A valutare i business model sarà una giuria indipendente. In palio, per il primo posto, ci sono un buono di 8.000 euro (messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di risparmio) per un viaggio negli «startup hotspot» a scelta del vincitore, un buono di 2 anni per l’insediamento nell’incubatore di imprese di IDM, la partecipazione per una persona alla summer school in imprenditorialità dello Iect — l’Institute for Entrepreneurship Cambridge-Tirol fondato a Innsbruck da Hermann Hauser, venture capitalist – e un buono per corsi di formazione del valore di 500 euro. Importanti anche i riconoscimenti per il secondo e terzo classificato.

La carica dei partecipanti

In tanti hanno calcato le sale dell’Idea Space dell’IDM per sentire di persona come si svilupperà il concorso. Diversi gli imprenditori innovativi già ospitati, con i loro progetti, nell’incubatore. Fitasse è uno dei più giovani e dinamici. Bolzanino (la sua famiglia ha origini marocchine), ha fatto il liceo Galilei e poi si è laureato in Computer science alla Libera università di Bolzano. «Ma poi – racconta – ho fatto il drop off, ho cambiato decidendo di prendere strade mie». La sua idea (Chatfit), che sta sviluppando con altri due ragazzi, Luca Dal Gesso e Anas Makai nella loro futura startup, è stata appena lanciata sull’Apple store. Neves Parrottino, anche lui altoatesino, partecipa «per lanciare la startup con la nostra idea». «Che è migliorare – illustra l’imprenditore – il processo di delivery dell’ultimo miglio. Dall’ecommerce, dalle vendite online al cliente finale. Ipotizziamo di offrire ulteriori soluzioni, di fornire il nostro valore aggiunto per dei sistemi automatizzati utili ad un ritiro quando vuole il cliente. Possono essere depositi automatizzati per i pacchi». Alessia Mortari e Steve Ryan, un’italiana e un australiano che si sono conosciuti in Svezia, mentre lei faceva un master nelle biotecnologie e lui l’autostop in giro per l’Europa, hanno dato vita a Nonnatech. Il progetto incubato all’Idea Space, si occupa di cibo hi-tech. «Vogliamo trasformare – afferma Mortari – l’offerta alimentare, passare dal food al superfood, che è quello che dovremmo mangiare e invece non troviamo. Siamo abituati a nutrirci di alimenti molto processati, stabilizzati. Noi invece recuperando i metodi di conservazione tradizionali, e rivisitandoli in chiave tecnologica, offriamo metodologie per prodotti sicuri e standard. Abbiamo già pronto il primo prodotto, un succo di frutta con bassi contenuti di zuccheri». Riguardo al concorso, aggiunge, «perché no, ci aspettiamo di vincere». «È un programma ottimo, che fa al caso nostro – conclude –. Per noi è il momento ideale per elaborare al meglio il business model».