Innovazione

8 maggio 2018Silvia Pagliuca

Auto elettrica, ecco la colonnina che rivoluziona la ricarica

Si chiama Hypercharger e Eurac la sta testando nella camera climatica al NOI Techpark. Obiettivo? Il pieno di energia in 30 minuti

Dici auto elettriche e pensi al controverso sistema delle ricariche, con colonnine troppo lente e troppo ingombranti. Ma questa preoccupazione sta per diventare a tutti gli effetti un falso problema. Da qualche giorno, infatti, i ricercatori dell’Eurac Research di Bolzano stanno testando negli spazi del NOI Techpark, il parco scientifico-tecnologico dell'Alto Adige che connette imprenditoria e ricerca per generare innovazione, una nuova tecnologia che consentirà di ricaricare l’auto elettrica in maniera molto più semplice e veloce. Si tratta di Hypercharger, una colonnina di ricarica di nuova generazione prodotta dall’azienda altoatesina Alpitronic che, non solo ha dimensioni ridotte rispetto ai modelli attualmente presenti sul mercato, ma riesce anche a offrire potenza e velocità di ricarica molto superiori. Se gli attuali modelli impiegano circa un’ora e mezza per ricaricare l’auto, Hypercharger ci mette non più di 30 minuti. Abbattendo così i tempi ad un terzo di quanto accade oggi: in altre parole, una rivoluzione della ricarica.  

Da – 30 a + 55°C: così nasce la nuova tecnologia

«Trattandosi di una tecnologia molto innovativa è importante sottoporla a test e controlli per valutarne la tenuta e le prestazioni a fronte di vari stress ambientali - dichiara Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research -. E l’Accelerated Life Testing Lab, uno dei laboratori di cui il nostro istituto di ricerca dispone nel nuovo parco tecnologico, è ideato per questo tipo di attività: qui, una camera climatica simula cicli di vita accelerati a condizioni controllate di temperatura e umidità per valutare la degradazione delle prestazioni di prodotti industriali come moduli fotovoltaici, materiali plastici e componenti elettronici».

Le colonnine, in particolare, sono sottoposte per un totale di 400 ore a quattro test diversi: all’interno della camera climatica, i ricercatori simulano temperature che vanno dai - 30°C ai + 55°C, con variazioni di umidità fino al 95% e con irraggiamento di varie ore per numerosi giorni consecutivi, fino a 1120 W/m2 (valore vicino ai livelli di irraggiamento massimi registrati in estate a Bolzano). «In questo modo, testiamo la funzionalità del prototipo e verifichiamo se ci sono variazioni nella capacità di ricarica e alterazioni estetiche nel display e nell’involucro», chiarisce Giorgio Belluardo, ricercatore che sta eseguendo i test, specificando che il prototipo, durante le varie fasi, è ora spento, ora in stand-by, ora in funzione di ricarica a diverse potenze. «Per noi questi test sono molto importanti perché ci permettono di simulare condizioni estreme e di verificare la conformità con le norme del settore», conferma infatti Philipp Senoner, amministratore delegato di Alpitronic.

L’ecosistema che spinge l’innovazione

«Il prodotto è molto interessante e confido nel fatto che i test potranno portare ottimi risultati. Avere a disposizione laboratori avanzati e personale qualificato ci permette di collaborare in misura sempre maggiore con le imprese innovative, come la Alpitronic, per sviluppare nuovi prodotti e svolgere controlli di alta qualità» conclude Sparber, ricordando che al NOI Techpark, l’istituto di ricerca dispone anche di altri quattro laboratori quali: Solare PV Lab, simulatore solare per moduli fotovoltaici, Multifunctional Facade Lab, per la caratterizzazione prestazionale di facciate multifunzionali, Energy Exchange Lab, infrastruttura per il test di sistemi avanzati di teleriscaldamento e teleraffrescamento e PV Integration Lab, per l'integrazione di sistemi fotovoltaici in edifici e reti​​​​. Strutture entrate ormai in funzione a pieno ritmo e in cui più di 100 collaboratori conducono ricerche applicate nel campo dei sistemi energetici sostenibili avanzati, favorendo l’innovazione di qualità. Proprio come nel caso dell’Hypercharger.