Innovazione

16 maggio 2018Carola Traverso

Gli «Impulsi vivi» che innovano la cultura. Così le idee diventano realtà

Arte, musica, fumetti, giochi da tavolo negli otto progetti che hanno concluso il percorso di incubazione. Per un settore che in Trentino – Alto Adige vale due miliardi di euro

Bistrò creativi, vetrine ambulanti per mettere in vendita oggetti di artigianato, ma anche atelier multifunzionali, musica che si abbina al movimento e alle performance live, giochi da tavolo per far capire l’importanza del rispetto dell’ambiente anche ai più giovani, una piattaforma per vendere fumetti indipendenti. Da idee alla loro realizzazione. Da «sogni nel cassetto» a progetti innovativi pronti a diventare realtà, ovvero imprese culturali e creative. E in fondo Impulsi Vivi, il percorso di incubazione dell’Ufficio Politiche Giovanili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano realizzato da Irecoop Alto Adige – Südtirol, è la dimostrazione che il luogo comune «con la cultura non si mangia» è definitivamente abbattuto. Come dimostrano i dati: in Trentino – Alto Adige, secondo il rapporto «Io sono Cultura» della Fondazione Symbola, il valore prodotto nel 2016 dal sistema produttivo culturale sfiora i due miliardi di euro, attestandosi per l’esattezza a 1.923 milioni. Un settore che produce utili e dà lavoro a 33.700 persone, distribuite in 4.936 imprese. Così gli otto progetti arrivati fino in fondo al percorso sono stati presentati durante la finale che ha trovato casa al NOI Techpark, lo scorso 10 maggio. Non poteva che essere la casa dell’innovazione altoatesina a ospitare l’ultimo atto del programma che ha messo in campo mentor, coach ed esperti nei settori culturali e creativi e d’impresa a sostegno dei giovani talenti.

«La cultura e la creatività sono strumenti che creano anticorpi alla paura e mettono in moto le energie, gli Impulsi Vivi utili a creare benessere e sviluppo per la crescita economica. – spiega il vicepresidente della provincia Christian Tommasini - Dietro a ognuna delle idee arrivate fino qui non c’è solo un percorso personale o collettivo, ma un’idea diversa di società che mira alla coesione e alla solidarietà». La funzione della cultura e della formazione sta alla base della nascita di produzioni e professioni anticonvenzionali, che con occhio artistico e innovativo guardano al futuro e creano, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. Andrea Grata, presidente di Irecoop Alto Adige-Südtirol, ha definito cultura e creatività come «bussole per il futuro per un modello d’impresa che metta al centro le persone e in particolare i giovani e le loro idee. Un percorso condiviso e vissuto, punto di partenza per progetti innovativi che possano diventare loro stessi modelli per il futuro».

Nella serata della finale il Noise, laboratorio open space del NOI Techpark, ha accolto un’altra storia di innovazione, benaugurante: a raccontarla Monica Lanaro, project manager di Fabrica, luogo di ispirazione e osservatorio culturale fondato nel 1994 a Treviso da Luciano Benetton e Oliviero Toscani. Lanaro ha spiegato come la provocazione può essere strumento adatto a crescere. «Fabrica è un centro di sovversione culturale, non nel senso che si dà spesso al termine, con un’accezione negativa, ma come modo per dare spazio alla creatività, fare da microfono per le voci fuori dal coro. Fabrica è un luogo dove convergono idee e talenti: elementi necessari per battere il conformismo».

Gli otto progetti

Artikult pop-up store, di Biljana Stefanoska e Katrin Unterhofer, è il negozio «dove meno te lo aspetti». Creativi e artigiani hanno la possibilità di esporre e vendere i propri prodotti artigianali affittando i box di un mobile modulare che verranno collocati e sparsi in centri di interesse culturale. Un’iniziativa che aiuta gli artigiani a farsi conoscere e che regala al consumatore un’esperienza diversa. «Non importa se è un vaso fatto di Lego, una collana di sughero, una gonna upcycled, o giocattoli in legno – ricordano le due ideatrici –. Proprio questa varietà di prodotti garantisce un vasto pubblico, che altrimenti non si riuscirebbe a raggiungere».

Creative Bistrò del fotografo Francesco Ippolito è il posto giusto per chi è curioso, creativo e per chi desidera mangiare prodotti di qualità. Un locale di ritrovo in cui ci si può confrontare, condividere e scambiare idee il tutto accompagnato da una gastronomia ricercata ma soprattutto creativa. Un bistrò che avrà una vetrina dedicata alla cultura, che ospiterà e promuoverà artisti e che permetterà al visitatore di mangiare circondato da opere d’arte. «Nel mio bistrò mi piacerebbe allestire non soltanto mostre fotografiche, bensì anche esposizioni di manufatti artigianali – afferma Francesco – Vorrei inoltre valorizzare la bellezza di saper produrre opere creative: organizzare dei concorsi a premi potrebbe essere una strategia».

Green Revolution, il progetto di Matteo Giacomo Prina punta alla progettazione, realizzazione e diffusione di giochi da tavolo per scolari attraverso i quali questi ultimi possano sviluppare così una sensibilità ecologica. «La supervisione da parte di qualcuno per cui “startup” e “innovazione” siano concetti chiave della propria quotidianità professionale – spiega Prina – è di fondamentale rilevanza per chi come me proviene da contesti lavorativi che niente hanno a che fare col business, quale è tradizionalmente quello della ricerca scientifica in ambito ambientale».

Emberfly art gallery, di Luca Bresadola, è uno spazio che già esiste, in piazza Vittoria a Bolzano. L’idea di Luca è gestire un atelier-galleria, che sia «un luogo d’incontro, un laboratorio, uno spazio per corsi e uno studio fotografico». «Per me Impulsi Vivi è stata un’opportunità presentatasi al momento giusto – racconta Luca – proprio quando ormai era chiaro il mio desiderio di creare qualcosa d’innovativo nell’ambito della fotografia, tuttavia non altrettanto il modo in cui avrei dovuto procedere».

La fabbrica dei sogn’attori di Katja Bertoli Gantioler è un laboratorio itinerante che indaga attraverso la performance teatrale le situazioni di disagio che appartengono ad ognuno. Si tratta un metodo derivato dal coaching umanistico, che le permette di accompagnare persone bisognose di consulenza per prendere consapevolmente le scelte più importanti della propria vita lungo un percorso di autoconoscimento. «Tutto ha avuto inizio quando sono diventata mamma. Ero molto giovane e mi sentivo ancor meno pronta delle altre neomamme. Ma ad imparare in fretta e dare il mio meglio non ho voluto rinunciare. Così mi sono fatta qualche scrupolo in più, qualche domanda in più sull’educazione, ho scoperto le discipline legate alla metamedicina e alla crescita personale, me ne sono incuriosita e non ho più smesso di studiarle».

LeMuRe, Lab for electro music & media research, di Federico Campana e David Torri, è un collettivo di artisti che si occupa di eventi musicali e multimediali con un approccio artistico legato alla tecnologia e all’innovazione. Un team che offre servizi di produzione, distribuzione e formazione musicale digitale. LeMuRe ha lo scopo di far conoscere ai giovani le nuove possibilità tecnologiche applicabili nella musica e in tutte le arti performative. «Quello che noi produciamo sono performance live – spiega Campana – in cui diversi impulsi sensoriali che trasmettono movimento, specificamente suoni e luci, interagiscono creando una drammaturgia, una narrazione, che può infatti essere seguita anche su libretto, come si fa in ambito melodrammatico».

Maku, di Nicola Kulbaka e Klaus Conte, è un progetto che riesce a conciliare l’arte visiva contemporanea con il mondo delle agenzie immobiliari. In Italia il 50% degli artisti sono liberi professionisti, che spesso lavorano da casa, e il 20% degli immobili sono sfitti. Scopo di Maku è riempire questi spazi, con esposizioni di opere d’arte ed eventi, che possano ospitare gli artisti e la creatività ancora senza dimora. «Diamo valore agli immobili a regola d’arte».

Platform BD è la piattaforma del fumetto indipendente creata da Elena Forcato e Jean-Pierre Mourey. Una piattaforma web per artisti del fumetto e della creazione grafica indipendenti che hanno bisogno di una vetrina unica per raggiungere un pubblico nuovo. «Platform BD è uno spazio che dà la possibilità di mettere in mostra il proprio lavoro e la propria opera – ricordano gli autori –. Un’iniziativa che permette agli artisti di farsi conoscere da un pubblico più vasto, andando oltre la propria rete personale».