Food

5 giugno 2018Enrico Albertini

Green region e cibo sostenibile, così l’Alto Adige diventa un modello per l'Europa

Il commissario europeo Vytenis Andriukaitis in visita al NOI Techpark e al Laimburg. Ecco come l’ecosistema altoatesino punta a cambiare il settore del food

Prodotti biologici, risorse naturali sostenibili, a partire da scuole e da ospedali. Con grande attenzione alla filiera corta e alla biodiversità dei prodotti. La «green region» Alto Adige diventa modello anche per le «politiche alimentari». Tanto da far partire un progetto pilota sul tema che potrà poi servire da punto di riferimento per le politiche europee. A certificare la bontà dell’idea è stato il commissario dell’Unione Europea con delega alla salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis. Il 4 giugno ha trascorso una giornata a Bolzano, con visita a due pilastri dell’ecosistema altoatesino: il NOI Techpark e il centro di sperimentazione Laimburg. I ricercatori del centro sono già pronti ad arricchire il parco tecnologico di un nuovo laboratorio. A partire dall'inverno 2018, proprio Laimburg gestirà insieme all'Università di Bolzano il  «NMR», dove la spettroscopia a risonanza magnetica nucleare (Nuclear Magnetic Resonance – NMR)  potrà essere utilizzata per testare e autenticare l'origine dei prodotti agricoli altoatesini.

Nel corso della sua visita  Andriukaitis, ha manifestato pieno appoggio alla proposta del presidente della Provincia Arno Kompatscher per una politica alimentare sostenibile, dicendosi intenzionato a sostenere un progetto pilota ad hoc in questo senso. «Il tema è cogente e perciò occorre attivarsi subito: un progetto pilota rappresenta la soluzione giusta» ha detto Andriukaitis a proposito del parere d’iniziativa presentato a inizio 2017 da Kompatscher al Comitato delle Regioni di Bruxelles. «La mia proposta prende le mosse da un approccio a 360 gradi molto concreto, che potrebbe essere sperimentato innanzitutto nelle scuole e negli ospedali» ha spiegato Kompatscher. Servizi ecocompatibili (prodotti biologici, risorse naturali rinnovabili), attenzione alle regioni di montagna e periferiche, tutela della biodiversità e del benessere degli animali, diffusione di una corretta cultura alimentare e agevolazioni legislative che consentano alle pubbliche amministrazioni di acquistare più facilmente prodotti locali sono alcune delle proposte contenute nel documento di Kompatscher. Ne fanno parte anche la riduzione della burocrazia per gli alimenti a km zero. Un punto chiave è anche la standardizzazione della terminologia e dell’etichettatura nei 28 Paesi dell’UE. Una pianificazione strategica per ridurre l’impatto ambientale complessivo del sistema alimentare regionale è un ulteriore punto qualificante del programma, da portare avanti attraverso organismi consultivi locali. «L’UE può creare le condizioni per accorciare la filiera della produzione alimentare e favorire l’accesso agli alimenti sani anche da parte die ceti meno abbienti - ha aggiunto il commissario Andriukaitis, che nel suo curriculum vanta anche una formazione medico-specialistica - un’alimentazione poco equilibrata è infatti all’origine di conseguenze negative per la salute pubblica»

«L’identità dell’Alto Adige come green region rende questo territorio all’avanguardia sotto tutti i punti di vista rispetto ai temi che trattiamo oggi» ha rimarcato Andriukaitis. La proposta di Kompatscher mostra come le regioni possano influenzare anche le politiche della Commissione UE, perché "l’Unione siamo noi" ha sottolineato Andriukaitis. «Questa regione è un buon esempio di come la politica possa influenzare la politica verso una maggiore sostenibilità» ha aggiunto Andriukaitis, che ha indicato la provincia di Bolzano come realtà modello anche sul fronte dell’uso oculato delle risorse e delle iniziative contro lo spreco alimentare. L’Alto Adige rappresenta un luogo privilegiato per lanciare il progetto pilota anche per le ricerche che vi si svolgono nel settore delle food technologies fra Unibz, Eurac Research e Laimburg. «I progetti nazionali e regionali di specializzazione intelligente nell’ambito del piano europeo RIS3 vedono nascere proprio al NOI Techpark strategie innovative e sostenibili per il settore alimentare funzionali allo sviluppo di politiche comuni» ha sottolineato il presidente Kompatscher nell’aprire il convegno che proprio al NOI ha avuto al centro il ruolo delle realtà regionali. Al confronto intitolato «Towards a sustainable Eu food chain» (Verso una politica alimentare sostenibile) hanno preso parte i professori Roland Psenner, presidente di Eurac, Ulrike Tappeiner, presidente di Unibz, Andrea Segré, presidente della Fondazione Mach e Markus Schermer dell’Istituto di sociologia dell’università di Innsbruck.

Di politiche agricole si è parlato anche durante la visita al Laimburg. L'assessore all'agricoltura Schuler ha illustrato le peculiarità dell'agricoltura altoatesina, che deve affrontare molte sfide rispetto ad altre aree di produzione a causa della sua struttura agraria caratterizzata da piccole aziende e delle condizioni difficili che deve fronteggiare l'agricoltura di montagna. «L'Alto Adige, tuttavia, ha fatto di necessità virtù e ha sviluppato punti di forza speciali come un sistema di cooperative particolarmente efficiente e una connessione stretta tra ricerca agricola e attività di ricerca, sperimentazione, consulenza e formazione», ha spiegato l’assessore. Ciò ha portato, ad esempio, a registrare nel 2015/2016 record nei prezzi del latte liquidati agli agricoltori, mentre il prezzo del latte in altri paesi europei è diminuito fortemente. In viticoltura, l'attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità è stata premiata e ha aiutato la regione vitivinicola ad accrescere la sua fama. In termini di vendite, l'industria altoatesina più importante è quella della frutta, che rappresenta il 50% della produzione italiana e il 10% di quella europea. Ma ora l'agricoltura si sta orientando verso nuove sfide. La sostenibilità sta diventando sempre più importante, soprattutto per le tipiche fattorie familiari di piccole dimensioni in Alto Adige, il cui capitale principale è la terra, trasmessa di generazione in generazione. Inoltre, l'ambiente come ecosistema sta diventando sempre più importante nella percezione generale della società. «Questo, da un lato, rappresenta una sfida, ma dall'altro anche un'opportunità per migliorare molte cose», ha affermato l’assessore. «Perciò, la ricerca e la sperimentazione scientifica che mettono in luce possibili sviluppi, identificano gli obiettivi necessari da perseguire e portano innovazione all'agricoltura sono oggi più che mai necessarie».